Anci, la (s)quadra di Manfredi
Oscar Serra 20:08 Martedì 19 Novembre 2024Ultime manovre alla vigilia dell'assemblea di Torino per definire il vertice dell'associazione dei Comuni. Il meloniano Biondi verso il ruolo di vicepresidente vicario. Lepore (Pd) guiderà le Città metropolitane. L'ex dipietrista Messina in cerca di uno strapuntino
Tre giorni di assemblea, il ritrovo domani al Lingotto Fiere di Torino, la presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella. Mentre il cerimoniale è alle prese con gli ultimi dettagli della grande kermesse dell’Anci – cui parteciperanno 5mila sindaci da tutta Italia, con oltre 100 relatori in plenaria, 50 eventi a latere e più di 30 presso gli stand – nelle riunioni ristrette tra i partiti si mettono a punto i nuovi assetti
dell’associazione. Nessuna sorpresa sul presidente, che tocca al Pd e che sarà il primo cittadino di Napoli Gaetano Manfredi, mentre il collega di Torino Stefano Lo Russo, che gli ha conteso fino alla fine la leadership, ha ottenuto un ruolo da vice oltreché il coordinamento dei sindaci dem in seno alla segreteria di Elly Schlein. Ma Lo Russo sarà solo uno dei dodici vice in un organismo che pare una squadra di calcio, con tanto di riserve, più che un ufficio di presidenza.
Alla presidenza del Consiglio nazionale si va verso la conferma di Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli Piceno, Fratelli d’Italia, lo stesso partito di Pierluigi Biondi, da L’Aquila, fedelissimo di Giorgia Meloni, un mese fa eletto a capo di Anci Abruzzo, che secondo gli ultimi rumors potrebbe ottenere il ruolo di vicario, cioè di effettivo numero due dell’associazione. Assieme a lui, in prima fila per un posto nell’ufficio di presidenza, in quota centrodestra, anche l’immarcescibile sindaco di Imperia ed ex ministro dell’Interno Claudio Scajola, protagonista indiscusso della recente vittoria di Marco Bucci alle regionali in Liguria, vista la consistente dote di voti arrivata da Ponente e risultata decisiva. Posto assicurato anche per il responsabile Enti Locali della Lega Stefano Locatelli che guida il comune di Chiuduno nell
a Bergamasca. A loro si aggiunge l’onorevole Roberto Pella, da Valdengo (Biella), di Forza Italia, colui che ha traghettato l’associazione dopo la decadenza di Antonio Decaro, il quale ha lasciato la sua Bari per volare a Bruxelles. È il suo terzo mandato da numero due, sono dieci anni che fa il vicario e ormai “fa parte della tappezzeria” lo canzonano in via dei Prefetti. La sua vicinanza a Licia Ronzulli, poi, rende la sua posizione un po' periclitante, mentre nel suo partito deve fare i conti con l'emergente sindaco di Ancona Daniele Silvetti. Tra gli altri nomi in lizza ci sono quello di Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia, proposto dall’Udc, e Ignazio Messina, ancora formalmente segretario dell’Italia dei valori, che ha ereditato nel 2013 da Antonio Di Pietro. In occasione delle ultime politiche ha rotto il rapporto con il centrosinistra ed è confluito in Noi Moderati, di cui è diventato portavoce. Era sindaco di Sciacca, ma dopo aver perso le amministrative si è dovuto accontentare del ruolo di presidente del Consiglio comunale. Ora è in lizza per uno strapuntino in Anci
Anche nel centrosinistra il mosaico inizia a prendere forma. Oltre al già citato Lo Russo, conferma in vista nell’ufficio di presidenza per Mattia Palazzi, primo cittadino di Mantova. La sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi entra in quota Avs, mentre un altro veterano di Anci come Osvaldo Napoli dovrebbe essere il nome indicato da Azione. Il bolognese Matteo Lepore, fedelissimo di Schlein, avrà il coordinamento delle Città Metropolitane, mentre al centrodestra spettano i “Piccoli comuni”. Ancora poche ore di trattative, poi ogni casella andrà al suo posto.


