Askatasuna guida la guerriglia ma per Lo Russo non è un problema
18:07 Lunedì 02 Dicembre 2024Gli antagonisti erano in prima fila negli scontri di venerdì scorso a Torino. Il sindaco però non vede ragioni per interrompere l'iter di legalizzazione del centro sociale. Dribbla il caso politico nascondendosi dietro le responsabilità penali "soggettive"
Non sono bastati neanche gli ultimi disordini a far cambiare idea al sindaco di Torino Stefano Lo Russo sul percorso che renderà “bene comune” il centro sociale Askatasuna. Dopo le ennesime aggressioni alle forze dell’ordine e l’occupazione dei binari della stazione di Porta Susa di venerdì scorso, che hanno guadagnato a Torino gli onori della cronaca nazionale, nell’aula del Consiglio comunale maggioranza e opposizioni sono tornate a interrogarsi sull’opportunità di tenere in piedi il percorso di coprogettazione che, nei fatti, legalizzerà Askatasuna. Anche perché anche stavolta sono diversi gli attivisti del centro sociale identificati tra gli autori delle violenze in piazza.
Ma sindaco e centrisinistra hanno intenzione di andare avanti, nonostante le proteste del centrodestra e dei rappresentanti delle forze dell’ordine. “Non si chiamano manifestanti, si chiama Askatasuna”, attacca il consigliere di Fratelli d’Italia Enzo Liardo, mentre Pierlucio Firrao di Torino Bellissima ha parlato di “un dissenso criminale, altro che criminalizzazione del dissenso”. Il leghista Fabrizio Ricca ha chiesto al sindaco di “ripensarci”, eventualità che Lo Russo ha escluso: "Le responsabilità penali sono sempre soggettive e non è compito del sindaco o del Consiglio accertarle" ha replicato il primo cittadino, ribadendo che "se esistono presupposti di tutela dell'incolumità ordine pubblico tali da giustificare uno sgombero forzato di quell'immobile le autorità preposte sono libere di farlo in qualunque momento, non lo deve dire il sindaco. Per quello che ci riguarda il tema è di carattere patrimoniale, abbiamo avviato un percorso, difficile e non mi sottraggo alle critiche, ma fino a quando non ho evidenze di fatto che deviano dal patto sottoscritto, noi andiamo avanti". Il sindaco Pd, insomma, elude la questione politica, come se gli occupanti dello stabile non siano gli stessi protagonisti degli scontri.
Il prossimo passo è una riunione di maggioranza col radicale Silvio Viale, il più dubbioso sulla coprogettazione in corso Regina, che propone di introdurre nel testo della “coprogettazione” un richiamo più esplicito al rifiuto della violenza politica. Per quanto riguarda il sopralluogo dei consiglieri comunali, che sta slittando da mesi, il sindaco Lo Russo ha dato la sua disponibilità a organizzarlo "se non viene usato strumentalmente per polemica politica".


