LA SACRA RUOTA

I sindacati hanno Imparato.
A non fidarsi di Stellantis

La next gen della 500 sarà prodotta a Mirafiori "fino al 2032", promette il top manager francese che so dice "ossessionato" dal tenere in vita l'industria dell'auto in Italia. Ma non bastano le parole: "Al tavolo del Mimit portino i fatti"

Si dice "ossessionato" dal tenere in vita l’auto italiana, promette la nuova versione della 500 con prospettiva fino al 2032 per Mirafiori che "non si estinguerà" e parla di un dialogo “concreto” coi sindacati comunque insoddisfatti dall'incontro visto che, secondo loro, l'utilitaria non basterà a saturare lo stabilimento torinese.

All’uscita da Mirafiori interpreta senza sbavature la nuova versione "accomodante" di Stellantis Jean-Philippe Imparato, responsabile dell’Europa allargata per la multinazionale dell’auto e anche parte del Comitato esecutivo ad interim, presieduto dal presidente John Elkann e creato dopo l’uscita, ormai 10 giorni fa, dell’ex Ceo Carlos Tavares.

"La mia ossessione è di mantenere l'attività in Italia", afferma dopo l’incontro di questa mattina con le sigle in vista del tavolo del 17 dicembre al MiMit. "Sono state due ore di discussione, di confronto, ma anche di proposte e di idee per fare di questo Paese, l'Italia, il punto centrale della strategia di Stellantis. Tutti sappiamo che il 2025 sarà un anno difficile, di enorme trasformazione, dobbiamo essere uniti".

“I sindacati ci hanno chiesto una visione oltre il 2025. La nostra risposta è che la nuova generazione della 500 sarà fatta a Mirafiori dando un futuro guardando al 2032”. Poi la promessa di una nuova centralità per tutta la Penisola: "L'Italia è un punto centrale nella strategia di Stellantis. Il 2025 sarà un periodo di trasformazione su cui bisogna stare uniti ed è questo il messaggio che porterò il 17 al ministro Urso. Non è Stellantis in crisi ma l'intero settore e questo va affrontato". Al tavolo del Mimit vuole portare chiarezza: "È mia intenzione arrivare al tavolo del 17 dicembre con il ministro Urso e i sindacati, con cui lavoriamo tutti i giorni, con una risposta che sia la più chiara possibile".

"Fatto cento il totale delle vendite di auto in Europa, oggi ne vendo il 12%, con l'entrata in vigore delle nuove norme sulle emissioni ne dovrei vendere il 21%. La differenza è di 9 punti percentuali, quindi dovrei pagare 300 milioni di euro per una, quindi circa 2,7 miliardi". Multe che il top manager francese non ha alcuna intenzione di pagare: "Saremo compliant, ci adegueremo alle nuove norme. Non ci pensiamo neppure a pagare queste multe" ha aggiunto.

Quello con i sindacati "è stato un colloquio serio e molto concreto, abbiamo parlato della strada da percorrere. I sindacati hanno chiesto di Mirafiori, avremo la 500 ibrida a novembre 2025. Questo vuol dire che dobbiamo gestire l’anno che sta per iniziare, partire velocemente per tornare al livello di volumi necessario". Mentre "Maserati merita un piano a sé, non possiamo rispondere oggi. Il piano ci sarà, ma non ora. Ne parleremo più avanti".

Eppure le sigle non se la bevono, a cominciare dal segretario generale della Uilm Rocco Palombella, che parla senza mezzi termini di un esito insoddsifacente: “Il nostro giudizio è negativo pur comprendendo la difficoltà del gruppo, ma quello che oggi ci hanno detto non è un'azione concreta". Parlano di “un giudizio che non è cambiato rispetto a ieri per una semplice ragione: avere un sito come Mirafiori destinato alla 500 è insufficiente e destina questa realtà a inesorabile rallentamento e forse ad altro". Riguardo le prospettive sull’Italia dell’azienda non va megllio: "L'azienda ci ha detto che i livelli produttivi del 2025 saranno uguali a quelli del 2024 e cioè circa 500mila autovetture. Un risultato disastroso. Forse nel 2024 intravedono alcuni risultati di ripresa".

Insieme al responsabile Uilm del settore auto Gianluca Ficco, Palombella spiega cosa vogliono le sigle: “Per riconquistare la fiducia dell’Italia, Stellantis deve passare dalle dichiarazioni di principio ai fatti concreti. Chiediamo risposte già a partire dal 17 dicembre al tavolo ministeriale, sulle missioni di ciascun stabilimento e sulle innumerevoli imprese dell’indotto che rischiano una imminente chiusura. Oggi invece da Stellantis abbiamo ascoltato parole distensive, ma ancora nessun progetto nuovo e significativo. Anzi il 2025 sarà un anno terribile con gli stessi volumi produttivi del 2024 e solo nel 2026 forse inizieremo a vedere una inversione di tendenza”. 

Anche il segretario generale della Fim-Cisl Ferdinando Uliano, pur cogliendo la maggiore disponibilità dell’azienda, si aspetta un cambio di passo: "Nel confronto con Imparato, dal nostro punto di vista c'è stata attenzione nel far comprendere che c'è un'impostazione diversa rispetto alla precedente gestione aziendale. Ci è stato detto che ci sarà più attenzione alle relazioni sindacali, all'Acea e al Paese in generale. Abbiamo necessità di un passo di cambio concreto con scelte concrete. Non è che prima non ci fossero i piani aziendali, ma erano insufficienti". Sempre sul tavolo del Mimit Uliano aggiunge: "Sappiamo che ci sarà il tavolo il 17 e quindi non possono esser date anticipazioni, ma ci aspettiamo fatti concreti: questo significa che il piano individuato per i vari stabilimenti deve essere accompagnato da scelte concrete".

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