Lancio di pietre e scontri con la polizia. Tensioni a Torino al corteo studentesco
12:11 Venerdì 13 Dicembre 2024In concomitanza con lo sciopero indetto dai sindacati di base la protesta di Pro Pal, universitari e liceali. Obiettivi: la sede regionale del Miur, l'Unione Industriale e i laboratori di Leonardo. Tafferugli davanti al Politecnico e alla sede Rai
Disordini tra studenti e polizia questa mattina a Torino, durante un corteo pro Palestina in concomitanza con lo sciopero indetto dai sindacati di base. Dinanzi la sede del Politecnico, le parti sono venute a contatto, dopo che in precedenza i manifestanti avevano lanciato uova contro gli agenti a protezione della sede del Miur, in corso Vittorio Emanuele, e in prossimità della sede dell’Unione industriali. Due i feriti tra le forze di polizia.
Numerosi i cori intonati dai giovani: da “Fuori Leonardo dall’università” a “Ci prenderemo tutta la città”. In ultimo c’è stato pure un blitz alla sede della Rai di via Verdi. I dimostranti hanno divelto la grata della porta d'ingresso al centro di produzione intitolato a Piero Angela. Non sono però riuscita a entrare nell’edificio: l’accesso era bloccato, subito dietro, da carabinieri in tenuta antisommossa. I manifestanti hanno sostenuto che la Rai fa “disinformazione” su quanto avviene in Medio Oriente. Sul selciato è stata tracciata la scritta “Rai: sanzionati”.
Le forze dell’ordine hanno presidiato gli obiettivi sensibili, chiudendo quasi tutti gli ingressi della stazione di Porta Susa, che lo scorso 29 novembre in occasione dello sciopero indetto proclamato da Cgil e Uil era stata occupata dagli antagonisti. Sono rimasti aperti solo due varchi per i viaggiatori che hanno il biglietto e devono salire sui treni. Da giovedì sera alcuni studenti hanno occupato Palazzo Nuovo, in via Sant’Ottavio, sede delle facoltà umanistiche dell’università. Dalle 8, hanno bloccato gli ingressi a chi voleva entrare per seguire le lezioni o studiare.
Lanci di uova, pietre, pigne e petardi contro le forze dell’ordine sono avvenuti in corso Vittorio Emanuele II davanti alla sede dell’ufficio scolastico regionale. Le uova hanno raggiunto e imbrattato una camionetta della polizia sistemata a presidio dell’ingresso. Dai dimostranti si sono alzati cori e slogan contro il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara. Ancora uova e altri oggetti quando i dimostranti con un’improvvisa deviazione hanno tentato di raggiungere la sede dell’Unione industriali e hanno trovato la strada sbarrata da un cordone del reparto mobile. “Contro lo sfruttamento dei giovani, contro chi ci vuole fare lavorare gratis in azienda”, hanno scandito dal megafono e aggiunto: “Quasi tre anni dalla morte di Lorenzo e Giuseppe (studenti morti durante stage in azienda, ndr) ribadiamo che siamo contro l’alternanza scuola lavoro e chi vuole farci lavorare in azienda al posto di studiare, per farci diventare una classe ubbidiente e ordinata”.
Lasciata la sede dell'Unione Industriali il corteo ha raggiunto le Ogr dove sono ospitati i laboratori di Leonardo e dove oggi è in corso anche l’annuale appuntamento di bilancio delle attività del sindaco e della giunta torinese. “Fuori Leonardo dalle università – hanno scandito gli studenti dal megafono accendendo fumogeni e lanciando pigne – questa azienda la vogliamo fuori dal Politecnico e dall'Università perché è complice del massacro a cui stiamo assistendo in Palestina”.
Il corteo di studenti delle scuole superiori e dell’università è partito stamani da piazza XVIII Dicembre. “Boicottiamo la guerra. Scuole e università con i popoli in rivolta”. È lo striscione dietro il quale hanno sfilato per protestare, spiegano, “contro la militarizzazione delle università e Italia alla ricerca contro l’economia di guerra e il genocidio”. “Oggi scendiamo in piazza per la terza volta in questo mese con l’ultimo corteo dell’anno – hanno spiegato dal megafono – siamo qui per riprenderci tutto e contro un governo che non si cura dei bisogni dei giovani. Sarà un inverno caldo, ci mobiliteremo in tutte le scuole con presidi e autogestione per far sentire la nostra voce”. Al grido di “le scuole sanno da che parte stare,
Palestina libera dal fiume fino al mare” e “Palestina libera” hanno proseguito la marcia per le vie della città. “Siamo contro il governo, che non si occupa dei giovani, e siamo contro la guerra imperialista”, ha detto uno speaker. Ieri, in una nota, la prefettura aveva sottolineato che l’iniziativa non era stata preannunciata. Dal corteo si sono alzati slogan a favore della Palestina. “C’è un genocidio in corso – ha affermato un giovanissimo studente di un liceo – e chiunque non scende in piazza con noi e complice. Stiamo insegnando ai nostri professori cosa vuol dire essere umani”.
Con l’arrivo a Palazzo Nuovo il corteo si è concluso promettendo nuove mobilitazioni. “Oggi è stata una grande giornata ma non ci fermeremo. Non finisce qui, siamo giovani e abbiamo la forza per continuare'”, hanno scandito criticando, tra l’altro, anche la legge finanziaria che “colpisce le fasce più popolari e trasforma ogni goccia di sudore in profitti per pochi”.


