Dicembre, compravendita "sospetta". Traballa l'impero di Elkann
20:59 Sabato 28 Dicembre 2024Pagamenti fantasma e uno strano passaggio di soldi da Marella a John, Lapo e Ginevra. Tutto porta a pensare che le quote della cassaforte o non sono mai state pagate o che sia stata la nonna a fornire ai nipoti i fondi necessari all'acquisto. I documenti a Report
Punta al cuore dell’impero: la Dicembre. La battaglia di Margherita Agnelli, figlia di Gianni e madre di John, Lapo e Ginevra Elkann, non mira soltanto al tesoro dell’Avvocato, quello che secondo i magistrati sarebbe stato occultato in paradisi fiscali e nascosti al fisco, ma anche al controllo della società “semplice” da cui lei scelse di uscire in cambio di un consistente gruzzolo: un miliardo e 275 milioni. Da allora però sono spuntati fondi e beni che sarebbero stati sottratti dall’eredità e sono emerse diverse anomalie sui vari passaggi che hanno consentito ai fratelli Elkann di impossessarsi della “cassaforte”.
Dopo aver acquisito documentazione per lungo tempo inedita, la Procura di Torino ha formulato una nuova ipotesi di reato di falso ideologico proprio in relazione alla “declaratoria” sulla struttura della Dicembre, depositata all’Ufficio del registro delle imprese a giugno 2021. Sotto la lente ci sono le operazioni di cessione delle quote della società, che è nelle mani dei fratelli John (per il 60%), Lapo e Ginevra Elkann, nipoti di Agnelli. L’attenzione dei pm in questo nuovo filone si è focalizzata proprio sulle operazioni che dal 2004 al 2019 ne hanno determinato l’attuale composizione. In base alle ricostruzioni dei magistrati, “i contratti con i quali Marella Caracciolo ha ceduto, nel maggio 2004, ai nipoti John, Lapo e Ginevra Elkann la nuda proprietà di circa il 40% delle quote della predetta società, riservando per sé il diritto di usufrutto” sarebbero “affetti da anomalie”. Tali “anomalie” riguarderebbero sia “il profilo documentale, poiché la documentazione di riferimento è risultata carente degli originali, incompleta, alterata o falsificata”, sia quello dei “rapporti finanziari tra le parti”, visti gli indizi “sull’assenza dell’effettivo pagamento del prezzo delle quote, con conseguente ricostruzione della reale titolarità, nel tempo, quote della Dicembre”.
Ottanta milioni di euro è il prezzo con cui il 19 maggio 2004 Marella Caracciolo ha venduto ai nipoti le sue quote della Dicembre, ma manca l’originale dell’atto di compravendita, e il conto della Gabriel Fiduciaria da cui sarebbe dovuto partire il pagamento era stato chiuso due giorni prima, il 17 maggio, come dimostrerebbe il documento, che mostrerà Report nella puntata di domani sera su Rai3, che rischia di pesare come un macigno sul processo civile che oppone gli Elkann alla loro madre, Margherita, in merito all’eredità di Marella, deceduta nel 2019. Vicende già ampiamente ricostruite dallo Spiffero.
Il documento è stato rintracciato dalle fiamme gialle torinesi all’interno delle indagini penali che vedono i tre Elkann indagati per truffa ai danni dello Stato che sarebbe stata realizzata attraverso la residenza fittizia in Svizzera della nonna. Non solo, i magistrati hanno trovato traccia di un pagamento opposto: 100 milioni di euro sarebbero passati dai conti della presunta venditrice (Marella) a quelli degli acquirenti (John, Lapo e Ginevra). Secondo i magistrati torinesi la compravendita potrebbe essere “fittizia e artatamente costruita”. La conseguenza? Se le prove trovate dai pm fossero prese per buone dai giudici civili, tra il 40 e il 50% della Dicembre finirebbe nelle mani di Margherita Agnelli. Potrebbero cioè cambiare gli assetti manageriali di tutte le società controllate.
Eventualità che viene seccamente smentita dai legali degli Elkann che ribadiscono: “John, Lapo e Ginevra Elkann sono legittimi titolari di tutte le quote della Dicembre che essi detengono e pertanto l’attuale assetto proprietario di tale società non può essere messo in discussione in alcun modo. Gli atti del 19 maggio 2004, mostrati da Report, sono stati validamente sottoscritti con autentica notarile e sono validi”. In merito alle anticipazioni del programma tv “la difesa dei fratelli Elkann stigmatizza l’utilizzo, ormai ricorrente, di affermazioni scandalistiche, avventate e strumentali ad interessi che sinora sono stati sempre soccombenti in sede giurisdizionale, sulla catena di controllo di un gruppo di società quotate in Italia e all’estero”.


