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Pdl, tutti in coda per uno scranno

Ore convulse nella sede di corso Vittorio, affollata di aspiranti parlamentari. Ci provano tutti: chi attende una deroga, chi spera nel miracolo, portaborse e amministratori. Mastrullo lascia il partito per Crosetto: "Vado via in amicizia". AGGIORNAMENTI

“Sembra di stare alla mutua e non nella sede di un partito”. In coda, con tanto di numero, sono invece gli aspiranti al Parlamento del Pdl piemontese. Tutti chiamati a firmare la cosiddetta accettazione di candidatura, passaggio obbligato per sperare di trovare l’agognato posto in lista. Volti noti e perfetti sconosciuti, perché comunque l’elenco sarà inevitabilmente infarcito di gregari privi di qualche pur piccola speranza di elezione.

 

Al momento ambiscono con qualche chances gli assessori regionali Michele Coppola (sostiene di aver avuto la garanzia di essere numero tre alla Camera), Claudia Porchietto (che avrebbe chiesto, però, anche un incarico al partito nazionale), Alberto Cirio. Gli uscenti: Andrea Fluttero, il vice capogruppo Osvaldo Napoli (convinto di avere la deroga in tasca), Enrico Costa (probabile capolista sul Piemonte 2 e futuro coordinatore regionale), Gilberto Pichetto Fratin, Maria Rizzotti (chirurgo estetico del Cavaliere), Lucio Malan (sfuggito per un pelo ai limiti avendo “solo” 14 anni di carriera parlamentare), Roberto Rosso, Lorenzo Piccioni. E pur non essendo mai stato parlamentare ha chiesto la deroga anche Mino Giachino, ex sottosegretario ai Trasporti, inserito all'ultimo al Senato. Consiglieri regionali: dall’ex progettazionista Roberto Boniperti - che avrebbe rinunciato per il fido Federico Binatti, vice segretario Pdl Novara al bonsignoriano Fabrizio Comba, per finire all’ex segretario torinese del Psi Daniele Cantore, passando per il biellese Lorenzo Leardi sul Piemonte 2. In ultimo un gruppetto di outsider, dal capogruppo decaduto in Sala Rossa Andrea Tronzano, dai consiglieri provinciali Carlo Giacometto e Ettore Puglisi, a una lunga teoria di amministratori locali.

 

In queste ore la lista tra Piemonte 1 e Senato sarebbe composta, ancora in rigoroso ordine alfabetico: dal portaborse di Ghigo Luca Angelantoni a Tronzano. Compaiono:Roberto Rosso, Comba, l’ex sindaco Santena Benni Nicotra, la sindaca di Giaveno Daniela Ruffino (Senato), Napoli, Porchietto, Coppola, Cantore, la capogruppo in Provincia Nadia Loiaconi, i consiglieri Puglisi, Giacometto, l’esponente di Ivrea Diego Borla, il sindaco di Villafranca Agostino Bottano e il giovane Enrico Reghini, Franco Maria Botta e Salvatore Parisi. Su Piemonte 2 quasi certa la presenza di Pedrale e dell'uscente Valter Zanetta.

 

Nell’elenco che il coordinatore Enzo Ghigo ha compilato e, a quanto sembra già recapitato a Denis Verdini, il plenipotenziario del Cavaliere addetto alla “decimazione”, compaiono anche altri nomi come quelli di Roberto Pella di Biella, Davide Gilardino di Vercelli, il numero uno a Palazzo Lascaris Luca Pedrale, l’ex sindaco di Acqui Terme Danilo Rapetti. Accanto a ogni nome Ghigo ha segnalato una posizione, anche se è il primo a sapere che la selezione, la disposizione e l’approvazione non è affar suo. Domani, in via dell’Umiltà, sarebbe previsto lo screening definitivo sulle liste del Piemonte, a partire dall’identità degli imbucati, indicati direttamente dal vertice nazionale, e dal numero di deroghe eventualmente concesse. Qualche indiscrezione parla di uno spostamento sulla Lombardia di Daniela Santanchè, mentre resiste la designazione di  Bernabò Bocca, presidente di FederAlberghi e, soprattutto marito di una delle figlie di Cesare Geronzi. Conferma pure per Manuela Repetti, dolce metà di Sandro Bondi, che ad ora risulterebbe alle spalle di Costa sul Piemonte 2. Poi tutto il dossier finirà sul tavolo di Palazzo Grazioli, direttamente nelle mani del gran capo che tra sabato e domenica darà il proprio imprimatur, ovviamente riservandosi il diritto di cancellare e inserire a suo piacimento candidati.  

 

In tutto questo marasma è stato ufficializzato oggi il passaggio ai Fratelli d’Italia di Angiolino Mastrullo, che ha risposto positivamente alla richiesta di Guido Crosetto a occuparsi della macchina organizzativa anche a livello nazionale del neonato movimento. In una lettera aperta il vicecapogruppo regionale del Pdl dichiara di non aver nulla da “contestare al Pdl, né ai suoi dirigenti locali e nazionali”. Un commiato privo di rancore: «La mia scelta – scrive - è dettata esclusivamente dall’idea che la politica, quella giusta, vera e disinteressata non possa vivere di rancori o di vendette ma debba essere sostenuta esclusivamente dalla volontà di prestare grande attenzione alle richieste che provengono dalla società civile, nel tentativo di ridurre e magari eliminare le sofferenze della gente, nello svolgimento della propria vita quotidiana».

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