BALLO DEL MATTONE

Sant'Anna fuori dal Parco della Salute. Corsini: "Pronti ad adeguare il progetto"

Il cambio di rotta annunciato (en passant) dall'assessore non preoccupa il commissario per la costruzione del futuro polo sanitario. "Il progetto va comunque adeguato alle scelte della Regione". E non esclude la presenza di un'azienda autonoma nel perimetro della struttura

“Nessun problema. Un adeguamento del progetto da come è stato concepito prima della gara del 2018 rispetto ad oggi andava comunque fatto”. Marco Corsini, il mister Wolf che, dopo anni, è riuscito a sbloccare e far procedere speditamente l’iter per la costruzione del Parco della Salute di Torino. Vice avvocato dello Stato, arriva sotto la Mole nella primavera del 2023 nominato dal Governo di Giorgia Meloni rispondendo a una richiesta del governatore Alberto Cirio. E da quel momento molto, se non tutto cambia. Quel che pareva non poter andare avanti, procede speditamente. Lo scorso settembre viene firmato il decreto di aggiudicazione della gara al Consorzio Sis della famiglia Dogliani. Appena quattro mesi dopo l’assessore alla Sanità Federico Riboldi annuncia, in maniera per nulla formale, l’intenzione di inserire nella nuova azienda ospedaliera del Regina Margherita anche l’ospedale Sant’Anna, scorporando pure questo dal Parco della Salute.

Avvocato Corsini, questo è un altro problema da risolvere?

“No, ad oggi nessun problema. Consideriamo che in gara è andato un progetto definitivo che, però deve passare alla fase esecutiva e in questo passaggio di affinamento si deve tenere conto delle esigenze attuali, determinate da scelte di politica sanitaria che spettano ovviamente alla Regione”.

È rimasto sorpreso da questo cambio di programma?
“Posso dire che nessun contatto con la politica mi ha dato indicazioni di rivedere il progetto”.

Quindi i posti letto restano quelli previsti?
“Il progetto prevede 1040 posti letto e questi restano perché non c’è stata nessuna indicazione di procedere a un ridimensionamento”.

Potrà cambiare il loro utilizzo nel caso il Sant’Anna restasse, fisicamente, altrove. È così?
“Come vengono destinati i posti letto, a quali specialità, a quali strutture sono scelte che verranno portate all’attenzione e introdotte in un adeguamento progettuale che ne tenga conto”. 

Non sembra che lei non dia per scontato che l’ospedale ostetrico-ginecologico resti fuori dal Parco della Salute.
“Io credo che possano esserci scelte di tipo organizzativo e funzionale con l’inserimento di un ospedale in un’azienda piuttosto che in un’altra, e che altra cosa è chi va a occupare alcune strutture del futuro Parco della Salute”.

Quindi…
“Quindi se dentro il Parco ci fosse una struttura in capo a un’altra azienda, questo ritengo non sarebbe affatto un problema”.

Se e quando verrà messo nero su bianco dalla Regione lo scorporo del Sant’Anna oltre che del Regina Margherita cosa succederà al progetto? 
“Dipenderà dalle scelte della Regione. Le prescrizioni che saranno date al progettista terranno conto di queste scelte. Noi abbiamo un aggiudicatario, ma dobbiamo ancora stipulare il contratto, quindi tutto verrà a cascata”.

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