Terzo mandato, questione aperta. Molinari "avverte" alleati (e Salvini)
15:55 Mercoledì 05 Febbraio 2025Il capogruppo alla Camera parla di Veneto ma mette un macigno politico. "La Lega è il partito che ha dell'autonomia la sua bandiera, nasce ed è radicato soprattutto al Nord". Una linea del Piave che potrebbe rivelarsi pericolosa per lo stesso leader
C’è in ballo il Veneto e il futuro di Luca Zaia, ma la questione è più ampia: da una parte interroga l’identità stessa della Lega, dall’altra investe i rapporti interni alla coalizione. “Nuovi candidati in Veneto non ci mancherebbero, ne potrei trovare almeno dieci – spiega Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera e segretario del Carroccio in Piemonte –. La questione del terzo mandato però non è una questione chiusa. Come abbiamo deliberato nel direttivo federale di un paio di settimane fa si è dato mandato al segretario Salvini di trattare nuovamente con le altre forze di centrodestra per togliere il limite dei mandati”. Sull’esito positivo anche nella Lega non nutrono molto ottimismo, però il tema è una sorta di linea del Piave che potrebbe rivelarsi accidentata per lo stesso Matteo Salvini.
“La Lega è il partito che ha dell’autonomia la sua bandiera, è un partito che nasce ed è radicato soprattutto a Nord e strutturato soprattutto nelle tre regioni del Nord, nelle principali regioni del Nord – aveva ribadito Molinari ancora qualche giorno fa ai microfoni Radio Cusano Campus –. Credo che questa sia una cosa che gli alleati devono tenere in considerazione, al netto del dato elettorale del momento”. Parole che suonano come un avvertimento ai partner di governo ma devono far fischiare le orecchie al Capitano e alla sua Lega nazionale. “Noi riteniamo che la regola dei due mandati sia una regola sbagliata per i governatori, come per i sindaci, i presidenti di Provincia, quando c’è l’elezione diretta – insiste il parlamentare alessandrino –. Pensiamo che dove c’è un’elezione diretta alla fine siano sovrani i cittadini e, quindi, possono decidere bene i cittadini se confermare o no un sindaco o un presidente di Regione. Come noto questa posizione è della Lega ma è stata rigettata in più occasioni sia da Fratelli d’Italia che da Forza Italia. Dobbiamo prenderne atto e a questo punto però il tema diventa politico”.
Che succederà in Veneto? “Penso che la Lega possa legittimamente chiedere la presidenza e abbiamo tanti ottimi amministratori a parte Zaia che potrebbero correre. Fratelli d’Italia legittimamente può far vantare una forza elettorale molto maggiore di quella della Lega in questo momento – annota Molinari –. Penso però che per tenere insieme una coalizione bisogna tenere in considerazione le specificità dei partiti”. E in merito all’ipotizzata discesa in campo di Roberto Vannacci con una sua lista e alle sue dichiarazioni non propriamente a difesa granitica di Zaia, il capogruppo leghista allarga le braccia: “Cosa ha intenzione di fare il generale Vannacci non lo so, il segretario Salvini ha sempre garantito che Vannacci è stato un candidato indipendente nelle liste della Lega e che qualunque iniziativa verrà presa, sarà in accordo con il partito. Cosa che mi pare ribadisca anche Vannacci nelle numerose interviste che ha fatto in questi giorni”.
Molinari che, notoriamente non è un fan sfegatato dell’autore del Mondo al contrario butta la palla al Capitano: “Come il segretario Salvini vorrà utilizzare questo movimento, se indicando dei candidati nelle liste, o con delle liste civiche a sostegno della Lega, non lo so penso però che il generale possa rivendicare una sua autonomia, essendo candidato indipendente, ma che debba sempre ricordare che senza i voti della Lega e senza una lista come quella della Lega non sarebbe in parlamento europeo. In Veneto abbiamo una lista civica molto forte, quella di Zaia, e penso che la priorità della Lega sia trovare un accordo col centrodestra affinché la lista possa correre”.


