Olimpiadi senza Piemonte. Salvini: colpa di Appendino
13:00 Giovedì 06 Febbraio 2025All'evento che celebra l'ultimo countdown a un anno dai Giochi invernali di Milano-Cortina, il ministro torna sulle ragioni dell'esclusione di Torino e delle sue montagne: "Qualcuno per motivi ideologici si tirò indietro". Ogni riferimento a cose o persone...
Non la cita apertamente eppure pare chiaro il riferimento di Matteo Salvini a Chiara Appendino quando si cruccia per l’assenza del Piemonte nelle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina che si svolgeranno il prossimo anno. Nell’evento al teatro Strehler di Milano, che segna l’inizio del countdown “One year to go”, il ministro e leader della Lega qualche sassolino se l’è tolto innanzitutto definendo questo evento “la vittoria e il trionfo dell’Italia del Sì”. Poi ha proseguito: “Dispiace non ci sia l'intero arco alpino, ma qualcuno anni fa per motivi ideologici si tirò indietro. Sarebbe stato il top unire Piemonte, Lombardia e Veneto”.
Inizialmente, infatti, il progetto prevedeva un’Olimpiade tra Piemonte, Lombardia e Veneto ma l’opzione venne scartata dall’amministrazione M5s di Appendino che allora era sindaca di Torino e doveva fare i conti con una maggioranza profondamente contraria ai Giochi. La stessa Appendino che l’anno scorso, paradossalmente e a sua insaputa, divenne testimonial delle Olimpiadi di Parigi 2024 con una foto in cui era ritratta sugli spalti di un altro grande evento internazionale, i Mondiali del 2006 in cui l’Italia di Marcello Lippi trionfò nella magica notte di Berlino.
La trattativa con i consiglieri che componevano la sua maggioranza fu decisamente meno trionfale e dopo aver tentato in ogni modo di inserire Torino nell’evento fu costretta a fare un passo indietro adducendo motivi quali la scarsa trasparenza nei finanziamenti delle opere. Era il 2018 e molti anni da allora sono passati, ma evidentemente per molti dei protagonisti di allora la ferita non è rimarginata.
All’evento di Milano è presente anche il numero uno del Cio Thomas Bach che “ringrazio per aver creduto nell’Italia” ha proseguito Salvini. Poi la conclusione: “La sfida di questo anno è che sia l'Olimpiade di tutti, non solo di chi se lo può permettere ma anche delle periferie. Ci guarderanno 2 miliardi di persone e se qualcuno poi verrà in Italia vuol dire avremo fatto un grande lavoro”.


