SANITÀ & POLITICA

"Niente arroganza, tutelo i pazienti": Riboldi falco e colomba con i medici

Strapazzato dai sindacati l'assessore piemontese respinge le accuse sulle misure per ridurre le liste d'attesa. "Sospensione dell'intramoenia extrema ratio prevista dalla legge". Distensione verso i camici bianchi sulle barricate in difesa della libera professione

“Quella che i sindacati dei medici scambiano per arroganza è una fortissima volontà di abbattere le liste d’attesa, che i cittadini chiedono a gran voce in ogni angolo della regione ed è un grido di dolore che chi amministra non può ignorare”. L’assessore piemontese alla Sanità non ci sta a passare per come lo descrivono le rappresentanze sindacali dei camici bianchi sempre più sulle barricate in difesa della libera professione, dopo aver eretto per mesi quelle in difesa della sanità pubblica. Ma al contrario di storici precedenti, dietro quel “non ci sto” non c’è una difesa di posizione, piuttosto il rivendicare un’azione che, come spiega lo stesso Federico Riboldi, è la risposta che intende dare alla legittima e ormai drammatica richiesta dei pazienti di fronte a tempi di attesa spesso ancora troppo lunghi.

È quel “grido di dolore che viene da quella parte di persone, una fascia che oscilla tra l’8 e il 12 per cento della popolazione, che hanno dovuto rinunciare alle cure, i soggetti più fragili della nostra società che non possiamo pensare di abbandonare a loro stessi”. Riaffermazione di una linea, ma anche segnali di una distensione oltremodo necessaria su entrambi i fronti, che tali non dovrebbero essere, proprio in considerazione della gravità della situazione. E così, di fronte alle accuse di chi ormai da tempo, soprattutto dalla designazione di Thomas Schael a commissario della Città della Salute, dove il primo marzo arriverà con la fama di chi ha sospeso per due volte l’intramoenia nella sua attuale Asl di Lanciano Chieti e Vasto, l’assessore replica senza alzare i toni, ma tenendo il punto. 

“Sul tema dell’intramoenia si cita una parte della legge, il Dl 73/2024 convertito nella legge 104/2024, che ne consente l’operatività, ma si dimentica – ricorda ai camici bianchi – l’altra parte della normativa che dice chiaramente che in caso di liste d’attesa inaccettabili questa può essere sospesa. Quindi parlare di arroganza quando si applica la legge è fuorviante e fuori luogo”. Riboldi, inoltre, entrando ulteriormente nella questione della possibile sospensione delle visite a pagamento negli ospedali, ma ancor più nelle strutture provate, aggiunge che “come ho avuto modo di dichiarare si tratta dell’estrema ratio e di una soluzione che sarà attuata solo dopo che saranno state messe in campo tutte le altre misure che partono dall’esercizio volontario dei turni in orari festivi e serali, per i quali le aziende sanitarie hanno già raccolto la disponibilità del personale”.

Se non è un ramoscello d’ulivo quello verso le rappresentanze dei medici – raramente così determinate nel difendere quello che è sì un diritto, ma in alcune casi può essere sospeso per tutelare meglio quello alla salute dei cittadini – è un segnale, appunto, di distensione e auspicata collaborazione.  “A riprova del fatto che non delegittimo la categoria dei medici, ricordo che ho affermato pubblicamente, in controtendenza rispetto a molti altri, che nel caso dell’inchiesta giudiziaria sulla gestione dell’intramoenia alla Città della Salute si tratta di una minoranza davvero molto esigua di professionisti”. E anche questo è un segnale, piuttosto chiaro.