Il sacrificio di Binatti
11:48 Sabato 08 Febbraio 2025
Dicono che… questa volta l’abbia combinata davvero grossa e solo una persona può tirarlo fuori dal pasticcio in cui si è cacciata. È per questo che dopo la crisi che ha travolto la sua maggioranza a Trecate, il sindaco Federico Binatti ha cercato a più riprese il senatore Gaetano Nastri, il quale però fino a questo momento non si sarebbe fatto trovare. Tra rimpasti annunciati e smentiti con poltrone promesse a questo e a quello il sindaco è riuscito a farli arrabbiare un po’ tutti fino all’epilogo dell’ultimo consiglio comunale in cui due consiglieri di Fratelli d’Italia (il suo partito) l’hanno fatto andare sotto su altrettanti provvedimenti. Sullo sfondo un progetto da 6 milioni legato alla riqualificazione di una piscina, che in molti contestano. Anche la Lega è in fibrillazione e il centrosinistra si prepara a dare la spallata. A traballare è anche la poltrona di presidente della Provincia di Novara che Binatti detiene proprio in virtù della sua carica da sindaco. L’unico che può cavarlo da questo impiccio? Il mister Wolf del Novarese: chissà se Nastri questa volta lancerà il suo salvagente al suo (ex?) delfino. Ma soprattutto, a che prezzo? C'è chi è pronto a scommettere che a rimetterci le penne possa essere uno degli assessori a lui più vicini, Rosa Criscuolo.
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PUNTATE PRECEDENTI
La crisi è esplosa con il tentativo di Binatti di rimuovere l’assessore leghista Patrizia Dattrino per fare spazio alla consigliera Tiziana Napoli. Una mossa finalizzata a ottenere l’appoggio del consigliere Michele Musone, cugino della Napoli, e blindare i voti necessari per portare avanti il bilancio e la contestata piscina. Ma c’era di più: l’ingresso della Napoli in giunta non aveva solo l’obiettivo di premiarla, ma soprattutto di togliere dal Consiglio comunale una voce scomoda e critica nei confronti del sindaco. La speranza di Binatti era che questa mossa riportasse a miti consigli anche lo stesso Musone, consolidando così la fragile maggioranza. Inoltre, l’operazione avrebbe fatto subentrare in consiglio Patrizia Coraia, considerata più “funzionale” agli scopi politici del sindaco e perfettamente in linea con i suoi obiettivi strategici. Tuttavia, né Napoli né Musone hanno mai nascosto la loro opposizione alla piscina, arrivando a minacciare di far saltare la maggioranza, rendendo l’intera operazione un boomerang politico per il sindaco.
Il piano di Binatti si è scontrato con un muro: quello della Lega. Il tema è stato affrontato nei giorni scorsi durante un acceso direttivo provinciale, dove il partito ha minacciato di passare all’opposizione qualora il rimpasto fosse andato avanti. Non solo: la Lega avrebbe ritirato anche l’altro assessore, Alessandro Pasca, e i consiglieri del Carroccio che sostengono Binatti in Provincia avrebbero restituito le deleghe, lasciandolo isolato su più fronti. Questa pressione ha costretto Binatti, non propriamente un cuor di leone, a fare marcia indietro, mantenendo la Dattrino al suo posto e accantonando, almeno per ora, il progetto di rimpasto. Tuttavia, il danno politico è ormai fatto: i malumori nella maggioranza sono esplosi, tra chi si è visto negare una promozione e chi si è sentito sacrificabile pur di garantire la stabilità politica del sindaco.
Archiviato (momentaneamente) il caso Dattrino, Binatti ha rivolto le sue attenzioni verso Giorgio Ingold, presidente del Consiglio comunale. Il sindaco starebbe pensando di poterlo convincere a fare un passo indietro, sperando di placare le tensioni interne e di accontentare la Napoli. Ma le eventuali dimissioni di Ingold potrebbero aprire un nuovo capitolo di caos politico: diversi consiglieri ambirebbero infatti alla carica, innescando una corsa interna che rischia di frammentare ulteriormente la maggioranza.
La vicenda è resa ancora più delicata dal fatto che Ingold è un amico di lunga data del sindaco. La sua estromissione sarebbe solo l’ultima di una lunga serie di decisioni spregiudicate che hanno già segnato la carriera di Binatti. Basti ricordare il caso Varone, al quale ritirò le deleghe mentre si trovava all’estero per lavoro per fare posto alla "vicinissima" Rosa Criscuolo, o il clamoroso episodio di Oriolo, scomodo in consiglio comunale e nominato vicesindaco per una sola notte prima di essere rimosso senza troppe spiegazioni. Per quest’ultimo caso, la Corte dei Conti ha addirittura condannato Binatti, evidenziando un uso improprio delle nomine pubbliche e un danno erariale che ha ulteriormente minato la credibilità del sindaco.
Tra divisioni, strategie fallimentari e una piscina che appare sempre più lontana, la giunta Binatti sembra sull’orlo del naufragio. Con una maggioranza che perde pezzi e un’opposizione pronta a colpire, Trecate si interroga: quanto ancora si potrà resistere con questo sindaco?



