SCENARI

Viaggiano in Gtt le prove di disgelo

Nel Partito democratico è partita la girandola di consultazioni per tracciare i nuovi assetti della politica subalpina e regionale. L'azienda dei trasporti è uno dei piatti forti ed è stata oggetto di un confronto tra Lo Russo e Gariglio. Per ora Fassino resta coperto

Contatti più o meno segreti, messaggi trasversali e nuovi assetti da costruire. I due uomini forti della politica subalpina Piero Fassino e Davide Gariglio ancora non si sono parlati direttamente ma presto potrebbero essere costretti a un confronto. Al sindaco di Torino, uscito in trionfo dalle ultime parlamentarie del Pd,  farebbe comodo che l’ex presidente di Palazzo Lascaris sotterri le armi e persuada i suoi a un atteggiamento più collaborativo in Sala Rossa. Si parla di accordi e fatalmente di posti. Sul tavolo ci sono le nuove nomine del sottogoverno cittadino – in primis la presidenza di Gtt, la società che gestisce il trasporto pubblico locale – il rimpasto di giunta a Palazzo Civico, il partito provinciale e regionale e in ultimo la partita per la presidenza della Regione, dove la coalizione di centrodestra appare sempre più in bilico sia per gli scossoni politici che per quelli giudiziari che presto potrebbero investirla.

 

Nei giorni scorsi si è consumato un cordiale rendez-vous tra il capogruppo Pd in Consiglio comunale Stefano Lo Russo e Gariglio. Un face to face fra le due anime opposte della famiglia Popolare del Pd, quella più contigua ai Ds e quella ad essi alternativa. Voci maligne e, secondo qualcuno diffuse ad arte parlano di una richiesta ben chiara dell’ex sfidante di Fassino alle primarie: una tregua in cambio della presidenza di Gtt. Messaggio da recapitare direttamente al primo cittadino. Una versione smentita direttamente da Gariglio, che al telefono con Lo Spiffero ammette l’incontro, ma poi precisa «se avessi qualcosa da dire a Fassino lo chiamerei senza passare da terzi. Noi non chiediamo niente, siamo andati avanti finora senza posti e abbiamo fatto pesare la nostra presenza in Sala Rossa. Se poi qualcuno intende valorizzare la nostra presenza siamo disponibili a un confronto».

 

Intanto proprio su Gtt si sta giocando una partita tutta interna ai cattolici. L’assessore alla Viabilità Claudio Lubatti, dopo aver forzato la mano per ottenere la presidenza dell’Agenzia per la Mobilità metropolitana (partita ancora aperta) avrebbe un proprio candidato, così come Lo Russo, almeno d’ufficio, deve schierarsi al fianco del presidente uscente, il sindaco di Ciriè Francesco Brizio. Il boccone è di quelli elettoralmente succulenti e lo stesso Gariglio che quell’azienda l’ha guidata non vede l’ora di riprendersi quello che fu il proprio fortino elettorale, prima che il vice sindaco di Torino Tom Dealessandri non facesse piazza pulita di tutti i suoi fedelissimi. 

 

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3 Commenti

  1. avatar-4
    11:10 Sabato 26 Gennaio 2013 luisa le mani ...

    Spero nel "ritorno" di mani pulite cosi un bel pò mestieranti della poltrona vadano finalmente a CASA !!

  2. avatar-4
    11:16 Venerdì 25 Gennaio 2013 Domenico Mangone Non c'è guerra

    Non so se la tregua alla quale si riferisce l'articolo e' riferita anche al sottoscritto. Credo in ogni caso che non e' questione di tregua perche' non c'e' guerra. si tratta di inclusione o di esclusione.Se il tutto dovesse ridursi ad una questione di qualche posto di sottogoverno io non ci sto. Mi tiro subito fuori dalla mischia. Sono interessato ad una discussione politica sul futuro di questa citta' . Fassino e' interessato a questo tipo di discussione?

  3. avatar-4
    10:35 Venerdì 25 Gennaio 2013 voltaire Ecco a cosa serve Vaciago

    Vaciago non serve a Fassino per la miglior cessione di GTT, bensì per studiare l'impronta delle nuove poltrone! Solo così si spiega la consulenza trimestrale! Vaciago consulente PD!!!

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