Lin Piao Vignale

Dicono che… al grattacielo l’abbiano già ribattezzato Lin Piao. Come il celebre generale maoista anche l’assessore Gian Luca Vignale, infatti, ha intrapreso la “lunga marcia” che dovrebbe portare con l’approvazione del Piao – Piano Integrato di Attività e Organizzazione – all’ingresso di un consistente numero di nuovi dirigenti nei ranghi della Regione Piemonte. Un percorso non privo di ostacoli visto che la modalità del doppio binario per il reclutamento proposta dall’ex capo di gabinetto di Alberto Cirio stanno suscitando forti perplessità, non solo tra i sindacati. Consentendo la possibilità di attingere a graduatorie di altre amministrazioni, oltre al tradizionale “corso-concorso” gli interni verrebbero penalizzati con buona pace della tanto sbandierata promessa di valorizzare le risorse umane della Regione. Non solo. Nei pissi pissi di giunta si parla esplicitamente di un escamotage per arruolare un paio di candidate attualmente presenti in graduatorie di Comune dell’hinterland torinese. Ma non potrebbero ingaggiarle come dirigenti esterne, nella quota prevista dalla legge? Certo, solo che in quel caso l’incarico sarebbe a tempo e non entreerebbero in pianta stabile nell’organico.

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