Un 15 marzo solo anti Meloni

L’iniziativa organizzata da Michele Serra di Repubblica a difesa dell’Europa è sempre più chiara nella sua finalità man mano che ci si avvicina alla data del 15 marzo. Del resto, era già chiaro sin dall’inizio anche se quasi tutti fingevano di non ammetterlo. Si tratta, cioè, di una manifestazione sostanzialmente “contro” Giorgia Meloni innanzitutto e, in secondo luogo, contro le politiche dell’attuale Governo. A prescindere dall’Europa, dai valori fondanti dell’europeismo, dalla cosiddetta “difesa comune europea” e da tutto ciò che attiene, in breve, alle motivazioni accampate all’origine di questa manifestazione. E questo non solo perché alla “piazza” aderisce praticamente tutto il “campo largo” salvo il partito populista per eccellenza, cioè i 5 stelle, per ragioni puramente elettorali e propagandistiche. Ma perché la cosiddetta e sempre decantata società civile e tutto ciò che le ruota attorno e che sarà presente, del tutto legittimamente, alla iniziativa di Repubblica è riconducibile – come da copione – all’area della sinistra culturale, politica, giornalistica, associativa, televisiva, editoriale ed accademica italiana.

Ma, al di là di questa considerazione, chiara sin da subito, quello che va semmai sottolineato è che quando si parla di Europa e della nuova “mission” che deve avere il vecchio continente nel nuovo assetto geo politico mondiale, occorre essere il più possibile chiari e trasparenti. Senza equivoci, furbizie e sotterfugi vari. Ne va del futuro dell’Europa e, soprattutto, della credibilità ed autorevolezza della nostra politica estera.

Ecco perché, forse, era più onesto intellettualmente dire sin dall’inizio qual era l’oggettiva finalità politica della piazza di sabato prossimo. Finalità che è stata spiegata bene ed in modo esaustivo dal segretario generale della Cgil Landini in una lettera pubblicata su Repubblica. Appunto, una manifestazione contro le politiche del governo Meloni a vantaggio di un’Europa con un profilo ancora alquanto confuso ed incerto. Anche perché, e proprio sull’Europa, nella piazza si sosterrà il tutto e il contrario di tutto. Rigorosamente nel campo della sinistra, però.

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