Propaganda pro Putin fuori dall'Università. Lo dice (anche) il Tar
14:32 Martedì 25 Marzo 2025Il Tribunale amministrativo respinge il ricorso del professor Mattei. Il documentario prodotto da Russia Today non sarà proiettato nel Campus Einaudi di Torino. Confermata la decisione del rettore di negare l'aula
Il documentario di Russia Today non verrà proiettato all’Università di Torino. Anche il Tar ha dato torto al professor Ugo Mattei, che aveva chiesto – e in un primo tempo ottenuto – l’aula 3 della Palazzina Einaudi per un incontro dal retrogusto amaro della propaganda più becera. Gli studenti torinesi non potranno così assistere alla proiezione di “Maidan, la strada verso la guerra”. Tra gli illustri moderatori dell’incontro anche il giornalista Vincenzo Lorusso, che ha recentemente ottenuto il suo momento di gloria quando ha consegnato a Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, una raccolta di 10mila firme con cui si scusava, a nome degli italiani, per le dichiarazioni di Sergio Mattarella che aveva paragonato Putin a Hitler. Firme che poi sono pure risultate false. La conferenza era prevista il 28 marzo. Il caso era stato sollevato dai radicali Igor Boni e Silvja Manzi, il giorno dopo in cui manifestanti pro Pal avevano impedito un appuntamento “Contro l’antisemitismo e la violenza nelle Università”. Avevano chiesto un appuntamento urgente al rettore Stefano Geuna, ma prima ancora di vederlo è stato proprio il Magnifico, tramite gli uffici dell’ateneo, a negare l’aula a Mattei. Il decreto del Tar è dello scorso 21 marzo e fa proprie le motivazioni con cui l’Università ha sospeso la concessione dell’aula e cioè richiamando il Regolamento europeo 2022 secondo cui “la Federazione russa attua unasistematica campagna internazionale di manipolazione dei media e di distorsione dei fatti,nell’intento di rafforzare la sua strategia di destabilizzazione dei paesi limitrofi e dell’Unione e dei suoi Stati membri”. Mattei però non ci sta e ha chiesto un confronto con i colleghi del dipartimento di Giurisprudenza che si svolgerà il prossimo 2 aprile.
La posizione di Mattei, sin dall’inizio del conflitto, è stata di indulgenza (quando non di aperto sostegno) nei confronti della Russia, arrivando recentemente addirittura a negare l’aggressione di Mosca nei confronti dell’Ucraina. Nei giorni scorsi proprio lo Spiffero aveva dato conto dell’immagine comparsa sulla porta del suo ufficio al campus Einaudi: due mani sovrastate dalle bandiere russa e italiana che si stringono, sopra la scritta “La Russia non è mio nemico”.
Classe 1961, Mattei è un giurista torinese, tra i più controversi personaggi della comunità accademica subalpina. Nel 2011 assurse alle cronache nazionali per essere stato l’ideologo dei referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici; dieci anni dopo è stato tra gli agitatori del popolo no vax, dichiarandosi contro l’obbligo vaccinale e paragonando le restrizioni imposte dal governo di Giuseppe Conte a quelle del regime fascista. C'è un filo rosso che congiunge la galassia no-vax con quella dei filo Putin, due mondi che spesso si sovrappongono. E il professor Mattei non fa eccezione. Nel gennaio 2022 annuncia la costituzione del Comitato di liberazione nazionale, di cui però si sono perse le tracce. E poi è stato tra i consulenti giuridici del Teatro Valle occupato a Roma, del movimento No Tav in Valsusa. Alle ultime amministrative di Torino si è pure candidato a sindaco, ma si è fermato al 2%.


