Sant'Anna sì, Sant'Anna no, Sant'Anna boh. Il dietrofront di Riboldi: "Nulla è deciso"
Oscar Serra 18:48 Martedì 25 Marzo 2025Tutto fermo sull'ospedale di ostetricia e neonatologia di Torino: entrerà nel Parco della Salute? Un polo unico con il Regina Margherita? Dopo gli annunci arriva la retromarcia: "Ogni decisione sarà presa dopo confronti con operatori e sindacati"
Sant’Anna sì, Sant’Anna no. E anche il Piemonte rischia di diventare la terra dei cachi. Non fanno in tempo a fare una dichiarazione che subito se la rimangiano. Una cosa è certa: dopo tanti annunci la Regione Piemonte ancora non ha deciso che fare dell’ospedale di ostetricia e ginecologia di Torino. All’interno del nuovo Parco della Salute come aveva previsto la giunta di centrosinistra guidata da Sergio Chiamparino o assieme all’ospedale infantile Regina Margherita, che intanto dovrebbe diventare un Irccs autonomo? Sono passati sei anni da quando il centrodestra ha ereditato il progetto del Parco della Salute e tra un annuncio e l’altro siamo ancora alle “ipotesi”, alcune delle quali “affascinanti” come oggi in aula l’assessore alla Sanità Federico Riboldi ha definito l’accorpamento di Sant’Anna e Regina Margherita.
Intanto il tempo passa, un annuncio via l’altro, una smentita via l’altra. Anche in Piemonte hanno imparato come si fa ammuina. E poi va da sé, a non capire sono i giornalisti e infatti, precisa Riboldi nella sua risposta a una interrogazione del Pd, “le comunicazioni comparse sugli organi di stampa non risultano suffragate da alcuna specifica disposizione approvata dalla Giunta regionale”. E pazienza se le comunicazioni degli organi di stampa erano sue interviste mai smentite in una commedia degli equivoci che da surreale ora diventa grottesca. “Nulla di deciso” confermano anche dal quarantesimo piano del grattacielo, mentre Alberto Cirio resta alla larga da ogni polemica (e decisione). Era metà gennaio quando Riboldi, riferendosi al Sant’Anna dichiarava: “Sarà un polo mamma-bambino unico in Italia. E lo candidiamo a diventare Irccs In una quindicina di giorni divente-ranno un progetto formale, che poi inseriremo in una delibera di giunta”. La versione dottor Jekill dell’assessore, oggi, afferma invece che “ogni decisione sarà presa al termine del percorso di audizioni che dovrà essere avviato nella commissione competente e del confronto con i sindacati”.
“Il titolare della Sanità – lo attaccano dai banchi del Pd Nadia Conticelli e Daniele Valle – non solo ha fatto un plateale dietrofront, ma non ha esposto alcuna idea chiara. Nessuna certezza né sul fronte urbanistico della costruzione del nuovo Parco della Salute, né dal punto di vista sanitario, dopo che il Regina Margherita è stato isolato dal resto dell’azienda Città della Salute e ora la giunta non sa come superare l’impasse”.
Attualmente il Sant’Anna (costruito nel 1938), così come la Città della Salute è un ospedale con gravi carenze strutturali, che lo rendono agibile a macchia di leopardo. Il crollo dell’intradosso del solaio del secondo piano, avvenuto il 5 maggio 2023, ha reso inagibile lo spazio di servizi fondamentali come l’isteroscopia e la colposcopia, portando allo spostamento del Centro nascite in locali non pienamente adeguati alle sue finalità. E mentre il personale si barcamena in una struttura quasi fatiscente, in giunta si fanno "ipotesi affascinanti". “Non ricollocare questo ospedale all’interno del Parco della Salute – concludono gli esponenti dem – significherebbe dover preventivare importanti investimenti nei prossimi anni solo per continuare a garantire servizi essenziali in strutture obsolete e inadeguate. Inoltre il collocamento del materno infantile nel Parco della Salute è connesso ad una riorganizzazione completa del Percorso nascita a livello regionale, con particolare attenzione alle fasi perinatale e neonatale”.


