LA SACRA RUOTA

I dazi amari di Stellantis. Elkann alla corte di Trump

Tra i temi toccati durante l'incontro la competitività del sistema automotive nordamericano, su cui lo stesso Elkann, oltre all'accessibilità economica dei prodotti fabbricati negli Usa. Il tycoon ha dichiarato di volere standard meno rigidi sulle emissioni

Il presidente di Stellantis John Elkann ha incontrato ieri Donald Trump alla Casa Bianca. Come riportato dai media Usa, nel corso dell’incontro Trump ha dichiarato, tra l’altro, di voler ripristinare standard meno rigidi sulle emissioni delle auto. Lo conferma un portavoce di Stellantis. Elkann era presente in qualità di responsabile di uno dei maggiori produttori automobilistici degli Usa, con l’obiettivo di proseguire il dialogo con il presidente e la sua amministrazione in questo momento cruciale per il futuro dell’industria automobilistica statunitense.

Tra i temi dell’incontro la competitività del sistema automotive nordamericano, su cui Elkann si era espresso la scorsa settimana in una call con gli analisti, oltre all’accessibilità economica dei prodotti fabbricati negli Stati Uniti e per le implicazioni sulla domanda. Come altri produttori automobilistici statunitensi, la cosa più importante per il mercato è la chiarezza. Il presidente di Stellantis avrebbe ribadito questa necessità. Gli Usa rivestono particolare importanza per Stellantis: negli Usa Stellantis impiega circa 75.000 dipendenti, per un fatturato annuo di circa 63,5 miliardi di euro e consegne pari a circa 1,4 milioni di veicoli.

Trump, a poche ore dall’introduzione dei dazi, sostiene che nel colloquio Elkann non avrebbe chiesto uno stop ai dazi previsti sulle auto prodotte al di fuori degli Stati Uniti, concentrandosi invece sugli standard ambientali. “Hanno reso impossibile costruire un’auto. Li riporteremo ad un livello che è ottimo dal punto di vista ambientale e che consente di costruire” auto. I dazi del 25% sulle auto prodotte al di fuori degli Stati Uniti dovrebbero entrare in vigore il 3 aprile. I dazi saranno applicati anche a pezzi di ricambio prodotti all’estero.

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