FINANZA & POTERE

Zampata di Fassino in Crt

Il sindaco punta sull’avvocato Gianaria per la vicepresidenza della Fondazione. Con Ghigo ormai fuori gioco, il centrodestra apre le consultazioni. Screzi tra Palenzona e Quaglia. Il ritorno di Leddi rimette in gioco la poltrona del segretario generale

La lista è ancora lungi dall’essere completa, i nomi vanno e vengono con la stessa rapidità degli incontri tra i notabili, ma una casella – oltre a quella dell’attuale numero uno, Antonio Maria Marocco – pare saldamente occupata: quella di vicepresidente. L’avrebbe da tempo opzionata Piero Fassino per l’avvocato Fulvio Gianaria. Le grandi manovre per il rinnovo degli organi di governo della Fondazione Crt sono in pieno svolgimento e la politica, in barba alla vicenda senese, è in fibrillazione. Il sindaco punta sul celebre legale torinese per sostituire l’uscente (e non più ricandidabile) Giovanni Ferrero: a un esponente organico del Pd succede un illustre rappresentante della cosiddetta società civile, un professionista che non ha mai fatto mistero delle sue simpatie a sinistra e che Fassino avrebbe visto volentieri sulla poltrona più alta di via XX Settembre, prima che ragioni di “realpolitik” imponesse la nomina del notaio della famiglia Agnelli. Un nome di prestigio, quello di Gianaria (foto sotto), e non estraneo in Fondazione, essendo presidente della branca che promuove (e acquista) opere di arte contemporanea.

 

Con il centrodestra in ambasce, dopo che l’autocandidatura di Enzo Ghigo si è infranta contro un muro di “opportunità” bipartisan, nell’elenco di futuri consiglieri di amministrazione salgono le quotazioni di Matteo Viglietta, ex assessore regionale di Forza Italia, che attualmente siede nel consiglio di indirizzo. Premono per ottenere una nomination sia l’ex senatore Aldo Scarabosio, sia il vicecapogruppo uscente del Pdl a Montecitorio Osvaldo Napoli. Ma il neo coordinatore regionale Enrico Costa intende allargare la platea delle consultazioni e innovare, anche su questo punto, le procedure di selezione coinvolgendo vari livelli del partito.

 

Le trattative, di per sé complicate quando si tratta di comporre puzzle che tengano conto di squilibri politici e contemporaneamente dei pesi dei vari enti, sono gravate dalla rottura dello storico sodalizio tra Fabrizio Palenzona, ras della Crt (e non solo) e Giovanni Quaglia. Da mesi i due non perdono occasione per scambiarsi scaramucce e lanciare attraverso oblique diplomazie messaggi in codice di belligeranza. L’ex vicepresidente di via XX Settembre non è affatto soddisfatto della sua attuale collocazione in Unicredit: vorrebbe la vicepresidenza della banca o il vertice di una società del gruppo. Tra i motivi di screzio pare vi sia stata anche la nomina del segretario generale. Palenzona, che premeva per il mantenimento di Angelo Miglietta in attesa del rientro di Maria Leddi, ha vissuto come uno sgarbo la designazione di Massimo Lapucci, fortemente voluto da Quaglia. Ora che faranno fare alla Leddi che ai primi di marzo chiuderà la parentesi parlamentare e riprenderà possesso della sua scrivania in Crt? Si annunciano scintille (e sorprese).

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2 Commenti

  1. avatar-4
    17:34 Giovedì 31 Gennaio 2013 nulla cambia che ci azzecca?

    Perchè Quaglia chi rappresenta? un po' di amici che rappresentano chi? un altro po' di amici.

  2. avatar-4
    12:33 Martedì 29 Gennaio 2013 cosièsevipare dalla regione alle banche: gli snodi nevralgici degli apparati sempre in mano alla sinistra

    maria leddi, già direttore regionale del piemonte, divenuta prima parlamentare ed ora destinata agli alti vertici bancari...come sempre nessun legame tra istituzioni e banche per gli esponenti PD

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