Lavoro: Fim-Fiom, per Te Connectivity no reindustrializzazione

"Nessuna reindustrializzazione" per la Te Connectivity Italia, azienda di Collegno, nel Torinese. Ad affermarlo, Diego Spinazzola della Fim e Giorgia Perrone della Fiom, dopo il tavolo di monitoraggio alla Regione Piemonte. "Ricordiamo ancora una volta - spiegano - la decisione della multinazionale di delocalizzare tutte le attività produttive del sito di Collegno verso Usa, Cina e altri Paesi, e il conseguente licenziamento di 224 dipendenti, per una mera logica di profitto. Non abbiamo mai smesso di sostenere la reindustrializzazione come unico vero mezzo di tutela dei posti di lavoro e ora abbiamo appreso che la vicenda giungerà, con ogni probabilità, al tragico epilogo: nessuna reindustrializzazione". "Fino a qualche settimana fa ci è stato raccontato che un'azienda sembrava interessata al sito, oggi ci è stato detto che a causa dei costi troppo elevati dell'energia e degli scenari geopolitici sempre più incerti, la stessa si è allontanata - proseguono i sindacati - chiude per sempre un sito importante collegnese capace di produrre connettori elettrici per un'ampia gamma di destinazioni industriali, un sito che ha fatto storia con i cablaggi costruiti per l'Apollo 11. Perdiamo un polo di competenze manuali e tecniche che avrebbe dovuto essere il fulcro attrattivo per altre aziende nelle dichiarate intenzioni della multinazionale uscente". "Ci lascia perplessi, nuovamente, la ricerca di investitori lasciata e appaltata interamente a una società privata - dicono ancora Spinazzola e Perrone - scelta dalla stessa multinazionale in partenza; la scelta di affidare la reindustrializzazione a società private e non gestite dal pubblico, quali possano essere le Istituzioni, si sta rivelando, ancora una volta, fallimentare". "L'11 Giugno si terrà un nuovo incontro - concludono i sindacati - dove verrà monitorato nuovamente il programma di formazione e sostegno al reddito della Regione, unico strumento, a oggi ancora in piedi". 

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