GLORIE NOSTRANE

Un gigante triste e disilluso. Crosetto, amarcord e cinismo

Il ministro della Difesa afferma di aver "perso in parte fiducia in pezzi di istituzione e questa cosa mi ha fatto male perché io ho sempre servito bene questo Paese". Il tratto da statista e le preoccupazioni per i nemici che si agitano nell'ombra

“Io oggi sono molto più disilluso di quando ho scritto il mio libro: questi due e anni e mezzo di ministero mi hanno segnato moltissimo, ho perso in parte fiducia in pezzi di istituzione e questa cosa mi ha fatto male perché io ho sempre servito bene questo Paese”. C’è amarezza e delusione nelle parole che Guido Crosetto, ospite di Agorà su Rai3, pronuncia nel fare un primo bilancio della sua esperienza di governo. “Uscirò più triste di come sono entrato – ha ammesso il ministro della Difesa – questo non mi impedisce di impegnarmi anima e corpo ma non è stata una bella esperienza conoscere dall’interno anche pezzi di istituzione. Ho sempre avuto l’idea che tutti lavorassero per il bene del Paese ma mi sono accorto che non sempre è così”. Chiaro il riferimento all’azione di alcune frange del deep state che l’hanno messo nel mirino cercando di scavare nel suo passato professionale alla ricerca di qualche scheletro nell’armadio, magari da usare per colpire lui e il governo. Studia da Presidente della Repubblica, raccontano tra lo stupore e la malizia i suoi stessi sodali di partito.

Il Gigante di Marene si è recentemente raccontato come uomo e come politico nel suo primo libro Storie di un ragazzo di provincia (Piemme). “Rispettare la politica significa avere un rispetto profondo per la cosa pubblica, che va servita e gestita, non per l’interesse di pochi, di una parte, ma per quello di tutti, della collettività, della nazione, con amore, serietà, impegno e sacrificio” scrive Crosetto nel volume. “Quando entriamo in quell’aula, o in qualunque istituzione, dovremmo smettere di essere solo chi siamo. Infatti, il servizio pubblico ci impone di andare oltre i nostri difetti, le nostre debolezze, le aspirazioni personali. Ci è chiesto di diventare anche altro, al servizio di qualcosa di più grande, di più importante, di essere superiori a ciò che siamo” dice il politico piemontese, cofondatore di Fratelli d’Italia.

Nella sua vita Crosetto è stato imprenditore, sindaco, parlamentare, sottosegretario e ora al Governo con Giorgia Meloni. Un uomo che ha sempre rivendicato il buon senso rispetto all’ideologia, il dialogo e il pragmatismo rispetto all’appartenenza. E che non ha mai dimenticato la lezione più importante della sua terra, il piccolo mondo antico di Marene, nella provincia di Cuneo, ovvero portare e avere rispetto per gli altri: “La politica, credo, è fatta di persone e per le persone”. Da queste pagine emerge un ritratto profondo del suo modo di essere, fare, lavorare e pensare. Un tratto che gli ha fatto guadagnare molti apprezzamenti, “soprattutto tra quanti lo conoscono superficialmente”, svelenano i suoi (non pochi) detrattori.

Un amarcord che, come tutti i libri di memorie e le autobiografie pur risultando parecchio indulgente verso l’autore, fa emergere sprazzi di verità. Si parte dai ricordi e dagli insegnamenti paterni, dai legami fortissimi con il suo territorio, dalle amicizie di una vita e dalle esperienze più formative nel mondo delle imprese. Poi il lungo apprendistato nelle amministrazioni piemontesi, a tutti i livelli, poi l’ingresso in Forza Italia e, infine, la fondazione di Fratelli d’Italia. Nato a Cuneo, Crosetto ha vissuto, fino a pochi anni fa, a Marene. Oggi vive a Roma. È sposato, in seconde nozze, con Gaia Saponaro, dal 4 luglio 2015. Ha tre figli: Alessandro Giovanni (27 anni), Carole (11), Leon Christophe (10).

Ministro della Difesa dal 22 ottobre 2022, Crosetto, con Meloni e La Russa, ha fondato nel 2012, Fratelli d’Italia, di cui è stato il primo coordinatore nazionale. È stato sottosegretario alla Difesa nel IV Governo Berlusconi. Imprenditore, politicamente nasce nella Dc, di cui è stato segretario giovanile del Piemonte. Sindaco di Marene (Cuneo) dal 1990 al 2004 è stato consigliere provinciale della Provincia di Cuneo (1999-2009). Più volte relatore di maggioranza alla legge di Bilancio, poi legge Finanziaria, in tutte le legislature in cui è stato eletto deputato, è sempre membro della Commissione Bilancio, Programmazione, Tesoro. Presidente dell’Aiad, la Federazione italiana delle aziende iscritte a Confindustria, nei settori aerospazio, difesa e sicurezza, per tre mandati. Ha lavorato come imprenditore in diversi campi, attività e settori.

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