URNE VIRTUALI

Schlein affonda il Pd al 22,3%. Meloni continua a crescere

Non si arresta il trend positivo di Fratelli d'Italia, caso pressoché unico dopo due anni e mezzo di governo. Facile con un'opposizione così scalcinata e divisa. Intanto tra i dem riparte lo psicodramma sull'"identità". L'assemblea nazionale e la tentazione del Congresso

Fratelli d’Italia è sempre primo partito, sopra il 29%, così come è invariata anche la “classifica” dei principali partiti, che vede al secondo posto il Partito Democratico, seguito da M5s, Forza Italia e Lega. Un quadro, quello che emerge dalla Supermedia di questa settimana, che conferma la sostanziale stabilità, probabile conseguenza delle vicende politiche. Tendenze in cui però si scorgono alcuni cambiamenti.

Innanzitutto, per quanto riguarda il Pd: in calo per la terza settimana consecutiva, i democratici fanno oggi segnare il peggior dato (22,3%) dalle Europee dello scorso anno. L’altra tendenza osservabile è la crescita del centro: in particolare Azione, che beneficia dell’effetto visibilità dovuto al suo recente congresso nazionale e cresce di oltre mezzo punto, salendo al 3,5%. Ma è tutta l’area che potremmo definire liberal-democratica a tornare a muoversi: il partito di Carlo Calenda, insieme a quello di Matteo Renzi (ossia l’ex Terzo Polo) ad oggi varrebbe il 6%, cifra non più raggiunta dopo il duplice flop delle Europee 2024, quando né AzioneItalia Viva – in lista insieme a Più Europa – riuscirono a raggiungere lo sbarramento; a proposito di Più Europa, se nel computo si inserisce anche il partito guidato da Riccardo Magi si arriva a sfiorare l’8%. Difficile non ricondurre la vitalità dei soggetti centristi, contemporanea alla flessione del Pd, alle posizioni assunte dal partito di Elly Schlein in tema di riarmo europeo e di sostegno all’Ucraina.

TRAVAGLI PD - Nel Pd, intanto, si riaccende lo scontro interno. “Credo che la segretaria saprà scegliere il momento opportuno per arrivare ad un chiarimento interno”, ha detto il “guru” della sinistra Goffredo Bettini in un’intervista in cui si sofferma sul piano di riarmo europeo, nervo scoperto dei riformisti Pd. Ma il concetto si può estendere ad altro, dal referendum sul Jobs Act, che vede i riformisti contrari all’abrogazione della legge che fu di Renzi, allo schema delle alleanze. Un chiarimento sull’identità stessa del partito pare non più rinviabile. Quel momento, riferiscono fonti Pd, potrebbe arrivare a maggio con la convocazione dell’assemblea nazionale. Un appuntamento “di rito”, viene spiegato, dato che il Pd è tenuto, da statuto, a celebrare un’assemblea ogni sei mesi. Ora, la regola è stata spesso aggirata, ma questa volta la convocazione potrebbe tornare utile a Schlein e alla maggioranza che la sostiene. Primo, per serrare i ranghi in vista dell’appuntamento referendario. Secondo, per lanciare la campagna elettorale che porterà il Pd alle regionali d’autunno. Due appuntamenti segnati in rosso sul calendario della segretaria perché da quelli dipenderà molto del suo futuro in plancia di comando. Se al referendum voterà un buon numero di persone, anche senza raggiungere il quorum, Schlein avrà dato prova di saper mobilitare gli elettori su un tema per lei identitario come il lavoro e segnerà un punto nella partita interna, contro i riformisti che rivendicano la bontà del Jobs Act.

Non si sa ancora per certo se questo avverrà prima o dopo l'assemblea, ma a sentire fonti parlamentari Pd sembra quasi certo che la riunione sarà convocata prima dell’8 e 9 giugno, quando si voterà per il referendum e per i secondi turni delle amministrative. Se andrà bene, Schlein si troverà ad affrontare la campagna elettorale per le regionali d’autunno con il vento in poppa, si ragiona ancora in ambienti del Nazareno. E alle regionali i dem che sostengono la segretaria scommettono su un risultato importante. Il primo passaggio, dunque, è l’assemblea che servirà alla segretaria per ribadire l’impianto identitario che, ormai a cicli regolari, torna ad agitare le anime dem. Tra gli esponenti Pd di lungo corso c’è anche chi si spinge a prefigurare cosa accadrebbe nel caso di “percorso netto” di Elly Schlein: un risultato buono sotto il profilo dell’affluenza al referendum e una vittoria alle regionali, potrebbero rappresentare una tentazione di anticipare il congresso che, a quel punto, sarebbe una buona “vetrina” in vista delle politiche. Si vedrà.

CENTRODESTRA SUGLI SCUDI - Ma in tutto questo, l’area politicamente più forte sul piano elettorale – per quanto virtuale – continua ad essere il centrodestra, che questa settimana vale complessivamente il 48,5% dei consensi. Una performance tanto più notevole se si considera che abbiamo appena superato il “giro di boa” della legislatura, ossia i due anni e mezzo dall’insediamento dell’attuale Parlamento. Per capire quanto poco sia scontato che una coalizione che ha vinto le elezioni sia ancora quella di maggioranza relativa, e perfino con un consenso in aumento (+4,8%) rispetto alla vittoria elettorale dopo due anni e mezzo, abbiamo messo a confronto la situazione odierna con quella della precedente legislatura.

In conclusione, la legislatura corrente si sta dimostrando non solo molto più stabile delle precedenti per quanto riguarda le variazioni nel consenso ai vari partiti, ma sta anche manifestando una dinamica piuttosto insolita per la recente storia politica italiana, per cui le forze di maggioranza, al governo ininterrottamente fin dal momento della vittoria elettorale, continuano a godere di un consenso che non solo non è in calo rispetto a quello registrato alle elezioni, ma persino di diversi punti superiore.

NOTA: La Supermedia Youtrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto. La ponderazione odierna, che include sondaggi realizzati dal 3 al 16 aprile, è stata effettuata il giorno 17 aprile sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. I sondaggi considerati sono stati realizzati dagli istituti Eumetra (data di pubblicazione: 10 aprile), Euromedia (8 aprile), Piepoli (11 aprile), Youtrend (7 aprile), SWG (7 e 14 aprile) e Tecnè (4 e 11 aprile). La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale www.sondaggipoliticoelettorali.it.

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