POLITICA & SANITÀ

Mancano medici e infermieri ma Schillaci vuole più dirigenti al ministero

Mentre segnano il passo le assunzioni negli ospedali, il ministro della Salute rimpolpa l'organico del dicastero. E i costi: da 6 milioni a circa 11. Nel decreto oggi alla Camera l'allungamento del limite di età per i dottoridi famiglia (sempre di meno) a 71 anni

Mancano medici? Per ridurre le liste d’attesa si assumono dirigenti al ministero della Salute. E se i camici bianchi sul territorio sono sempre meno, ai dottori di famiglia si consente di continuare a lavorare fino a 71 anni. Tra una risposta ai bisogni e ai disagi dei cittadini che pare la versione sanitaria del pane e delle brioches di Maria Antonietta e la più classica delle soluzioni all’italiana dell’adattare i limiti quando non li si riesce a rispettare, si snodano gli ultimi provvedimenti del Governo sul fronte della sanità.

Sono contenuti nel decreto sulla Pubblica Amministrazione che approda oggi alla Camera. Uno degli articoli è dedicato all’informata di dirigenti e funzionari che presto varcheranno l’ingresso del dicastero di Lungotevere Ripa con in tasca un contratto a tempo indeterminato e un obiettivo: ridurre le liste d’attesa. Otto dirigenti di seconda fascia, venti dirigenti sanitari, novanta funzionari. 

E mentre nelle Asl si aspettano i tempi dei concorsi, per loro sono previste procedure straordinarie anche in deroga alle norme ordinarie. A questi si aggiungeranno altri dieci assunti per gli uffici di diretta collaborazione. I conti della sanità, da Nord a Sud, si tingono chi più chi meno di rosso, ma laddove si governa la materia a livello centrale, con le appena citate nuove assunzioni le spese salgono così come la dotazione finanziaria che, per il ministero di Orazio Schillaci, passerà da più di 6 milioni di quest’anno a circa 11 per il prossimo. 

Ma dove i soldi non bastano per rimpinguare generosamente la medicina del territorio sempre più povera di professionisti e poco o nulla attrattiva per i giovani, si cerca di rimediare facendo conto su camici bianchi con capelli della stessa tinta. Già in passato e in particolare durante e dopo l’emergenza Covid erano state concesse deroghe al limite di età previsto per legge a 68 anni, elevandolo su base volontaria e in determinati contesti territoriali fino a 72.

Nel decreto all’esame della Camera è previsto che le Asl possano prorogare il rapporto di convenzione con i medici di famiglia anche oltre l’età pensionabile, ma non oltre i 71 anni fino al dicembre 2026. La ragione di questo provvedimento è indicata nell’ormai cronica carenza di professionisti e in attesa della riforma. Proprio i tempi di quest’ultima, oggetto di discussioni e visioni contrapposte, non fanno ben sperare. E lasciano il dubbio che quel limite di età allungato oggi non verrà spostato ancora in avanti domani.

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