Lo Russo cambia la guida di Gtt: Mulè ad al posto di Lancione
16:58 Giovedì 24 Aprile 2025Come anticipato dallo Spiffero il sindaco ha dato il benservito alla manager nonostante abbia risanato i conti. La scelta sull'attuale direttore della Città Metropolitana, "cocco" dell'assessore Purchia. Uno che i bus li conosce per esserci salito una volta
Un manager poliedrico, dai tanti interessi e dai molti incarichi. È Guido Mulè, nisseno, classe 1965, una laurea in giurisprudenza e un curriculum zeppo di poltrone, tra Fincantieri, aziende della galassia Finmeccanica e Alenia Aermacchi, il nuovo amministratore delegato di Gtt. Dopo aver liquidato Serena Lancione, come aveva anticipato lo Spiffero, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo – che già l’aveva scelto, con una procedura sprint, per il ruolo di direttore generale della Città Metropolitana – l’ha indicato oggi per guidare l’azienda di trasporto pubblico. Confermato il presidente uscente, Antonio Fenoglio, ex patron di Cavourese, azienda privata di trasporto, che anni fa ha ceduto la quota di maggioranza alla lombarda Autoguidovie, considerato molto vicino al deputato Pd Davide Gariglio, a sua volta ex ad di Gtt e da sempre il politico più attivo (e influente) nel settore..Fresca di nomina entra nel cda Costanza Mottino, ex consigliera di Atap di Biella, e in gioventù miltante della Margherita.
Dal teatro ai tram
Fratello del più noto Giorgio, ex direttore di Panorama oggi parlamentare di Forza Italia e vicepresidente della Camera, Guido Mulè da luglio 2015 a giugno 2016 è stato direttore del personale del Teatro di San Carlo di Napoli ed è lì che ha conosciuto Rosanna Purchia, allora soprintendente dell’ente partenopeo, dal 2021 assessore alla Cultura della giunta Lo Russo. Ed era stata proprio lei a volerlo con sé quando, un lustro più tardi, si è trasferita a Torino per rimettere in sesto un disastrato Teatro Regio: subito dopo la sua nomina, Purchia designò Mulè come direttore generale e quando Lo Russo la chiama in giunta per occuparsi di Cultura e Grandi eventi lei fa di tutto perché le chiavi del Regio finiscano proprio nelle mani di Mulè. La resistenza dei lavoratori, delle fondazioni e pure un po’ della Regione convinsero Lo Russo e Purchia a compiere un passo indietro. “Ho un sacco di proposte dal privato non rimango dove non mi vogliono” aveva dichiarato stizzito Mulè in quei giorni concitati, quando la sua nomina iniziò a traballare. Cinque mesi dopo la nomina-lampo in Città Metropolitana.


