ALTA TENSIONE

Al 25 Aprile le prove generali, clou antagonista il 1° Maggio

L'annuncio di un portavoce della galassia estremista: "Saremo in piazza con le stesse modalità, le stesse parole d'ordine e gli stessi temi" che li ha visti giovedì sera alla fiaccolata ingaggiare scontri con la polizia, aggredire e cacciare manifestanti

Se non facesse ridere, di fronte a questi tumpamaros da operetta, verrebbe da dire: Ce n’est qu’un debut continuons le combat. Il 25 Aprile è stato solo un anticipo, una sorta di prove generali di quello che avverrà il Primo Maggio, quando autonomi e antagonisti annunciano l’intenzione di scendere in piazza a Torino “con le stesse modalità, le stesse parole d’ordine e gli stessi temi” portati il 24 aprile in occasione della tradizionale fiaccolata per la Festa della Liberazione. Un piano reso noto da un portavoce del Cua, Collettivo universitario autonomo, parlando ai microfoni di un’emittente radiofonica di area. Askatasuna e compagni, insomma, si stanno preparando.

Nessun pentimento, ovviamente, per quello che è successo giovedì scorso quando al termine della manifestazione – tra cori Pro Pal e dopo aver dato alle fiamme bandiere dell’Europa, dell’Ucraina e di Israele – militanti dei centri sociali e dell’antagonismo hanno sfondato le transenne che delimitavano il palco in piazza Castello ingaggiando scontri con le forze dell’ordine, costrette a intervenire con manovre di contenimento. Come da copione ormai rodato hanno infine dato vita a un corteo in direzione del municipio bersagliando con frutta marcia un fantoccio con le sembianze del sindaco Stefano Lo Russo abbigliato con una mimetica militare. “Lo Russo attento ancora fischia il vento" e "destra e sinistra nessuna differenza ora e sempre Resistenza” gli slogan piuttosto minacciosi che sono stati scanditi. La tensione però si era già registrata in piazza Arbarello negli attimi precedenti la partenza della fiaccolata quando l’arrivo di una delegazione di partiti e organizzazioni riformiste (Più Europa, Italia Viva, associazione Radicale Aglietta e Partito Liberaldemocratico) è stata accolta con fischi e insulti impedendo la partecipazione.

“Abbiamo aderito alla fiaccolata – ha spiegato oggi l’esponente del Cua – ma sottoforma di spezzone sociale per portare le voci di una Resistenza che non fosse solo di facciata, di memoria e di parole” al contrario dei partiti istituzionali che “parlano di Resistenza e poi votano a favore di 800 miliardi dedicati all’industria bellica”. Il portavoce ha raccontato che vi è stata una “contestazione” a un gruppo di politici di Italia Viva e di Più Europa (in cui era presente il consigliere comunale Silvio Viale) che “non è stato fatto entrare nel corteo perché crediamo sia veramente impossibile vedere durante la giornata del 25 aprile bandiere dell’Unione Europea, che in questo momento rappresentano soltanto l’entrata in guerra”. Secondo l’attivista “non si può parlare di Resistenza senza opporsi al riarmo e alla repressione”. Appuntamento al Primo Maggio.