Ruffino (Az), invito ala sobrietà interpretato in modo grottesco

"La presidente del Consiglio può ben dire che il fascismo ha negato la democrazia, ma se non convince i suoi seguaci quelle parole servono a niente. I saluti fascisti visti a Dongo, senza che nessuno degli autori sia stato identificato, stridono non poco con la fornaia Lorenza identificata dalla polizia ad Ascoli Piceno per aver esposto un manifesto antifascista in occasione del 25 aprile. Vicende che non possono essere liquidate con un'alzata di spalle. Non questione di due pesi, due misure. La questione riguarda invece il clima che si è creato nel Paese e la tendenza pericolosa ad archiviare come fatto folkloristico i gesti dei neofascisti a Dongo, salvo sanzionare il manifesto antifascista della fornaia di Ascoli. Episodi simili tolgono senso e significato alle parole di Giorgia Meloni. Essi raccontano di comportamenti delle autorità pubbliche che tendono a interpretare in un certo modo l'invito grottesco del ministro alla sobrietà. Scopriamo che si intende riferita soltanto agli avversari e non anche alla propria parte politica". Lo dichiara Daniela Ruffino, deputata di Azione.

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