Ordine medici a Regione Piemonte, servono misure contro disagio

L'Ordine dei medici di Torino chiede di avviare con la Regione un tavolo di lavoro per varare misure che possano migliorare la vita dei medici "in un momento in cui la carenza di sanitari rischia di accentuare il burnout del periodo del Covid, e la violenza di cui sono sempre più frequentemente vittime contribuisce a compromettere l'affezione nei confronti della professione". "Fatica, ansia e angoscia, sacrificio, disagio, rinuncia - ha detto il presidente dell'Ordine Guido Giustetto nella sua relazione all'assemblea degli iscritti convocata ieri sera per l'approvazione del bilancio - sono i costi. Se i disagi aumentano oltre la soglia di tollerabilità diventano penalizzazioni, sfruttamenti e a volte violenze". L'Ordine chiede all'assessorato alla sanità di essere coinvolto nella definizione del nuovo Piano socio-sanitario e insiste sull'attenzione alle Casa di Comunità "che non devono essere gusci vuoti". Sulla preoccupante escalation di episodi di violenza, insieme con gli Ordini degli Avvocati e degli Psicologi, l'Ordine dei Medici sta lavorando per aprire uno sportello di sostegno e tutela per le donne in camice. In Italia sono stati 16mila gli episodi denunciati nel 2023 e nel 65% dei casi le vittime sono donne. Un altro punto del programma tocca il rapporto con i farmacisti nel loro crescente ruolo di erogatori di servizi sanitari: la farmacia di servizi, che ha portato le farmacie ad ampliare progressivamente l'offerta garantendo un ventaglio di prestazioni specialistiche. Giustetto chiede di avviare un osservatorio che coinvolga l'assessorato alla sanità i farmacisti e l'Ordine dei medici. Perché, sottolinea, "servono garanzie sulla qualità delle prestazioni fornite e regole uniche sia in farmacia sia negli studi dei medici".

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