PALAZZO LASCARIS

Femministe di destra al Salone del Libro, bagarre in Regione su Marrone

L’incontro con il collettivo femminista francese di destra scatena lo scontro a Palazzo Lascaris. Le opposizioni accusano l'assessore meloniano di propaganda e hate-speech. Fratelli d'Italia difende il suo assessore: "Libertà di pensiero, non ipocrisia"

Un appuntamento al Salone del Libro di Torino, svoltosi sabato scorso, ha trasformato la seduta odierna del Consiglio regionale del Piemonte in un ring. Al centro della bufera, un incontro organizzato dall’assessore di Fratelli d’Italia Maurizio Marrone negli spazi istituzionali della Regione, con protagoniste le attiviste del collettivo femminista francese di destra Nemesis. Le minoranze, capitanate dalla pentastellata Sarah Disabato, hanno accusato l’evento di essere stato un’occasione di “propaganda elettorale” e di “incitazione all’odio razziale”. La seduta, prevista solo per la mattina, si è protratta in un crescendo di accuse e controaccuse, con Fdi a fare quadrato intorno al proprio assessore.

L’attacco delle opposizioni

A dare fuoco alle polveri è stata la capogruppo M5s Disabato, che ha chiesto senza successo un’informativa al governatore Alberto Cirio e allo stesso Marrone, assente in Aula. “Il collettivo Nemesis – ha tuonato Disabato – ha espresso argomentazioni xenofobe, addossando agli stranieri la colpa delle violenze sulle donne. Un evento propagandistico della destra, mancavano solo i santini elettorali. Segnaleremo al Corecom per verificare eventuali violazioni della par condicio, visto il referendum dell’8 e 9 giugno”.  La tensione è salita quando Disabato, in trance agonistica al termine del suo intervento, ha puntato il dito contro la vicepresidente Elena Chiorino, accusandola di ridacchiare durante il suo intervento: “Si tolga quel ghigno dalla faccia!”. Pronta la replica di Chiorino: “Mi dispiace per Disabato se non mi sento oppressa dal patriarcato e sono sorridente”.Dello stesso tenore l’intervento di Alice Ravinale di Avs: “Le tesi di Nemesis sono hate-speech, un reato secondo il codice penale. Che uno stand istituzionale ospiti questa paccottiglia razzista è una vergogna che Cirio non può ignorare”.

Femminismo non a senso unico

In difesa di Marrone si sono schierate le consigliere di Fratelli d’Italia. “Per la sinistra – ha ribattuto la vicecapogruppo Alessandra Binzoni – si può parlare di reati contro le donne solo se i colpevoli sono bianchi, eterosessuali e italiani. Far sparire le donne sotto un velo non è il nostro ideale di libertà. Ringrazio Marrone per aver dato voce a un femminismo non a senso unico”. Binzoni ha poi ironizzato: “Chissà se le consigliere di opposizione, a differenza delle ospiti di Nemesis, avranno ricevuto dal Salone almeno un buono benzina o un caffè all’autogrill”.

Marrone invoca vie legali

Assente dalla seduta, Marrone ha scelto di rispondere a distanza: “A chi mi accusa di incitare all’odio razziale faccio rispondere dal mio avvocato”. Una dichiarazione che non ha placato gli animi, lasciando il dibattito aperto e il Consiglio regionale spaccato. La vicenda, destinata a far discutere, potrebbe quindi avere strascichi anche fuori dall’Aula, con le opposizioni pronte a portare il caso all’attenzione del Corecom e, potenzialmente, delle autorità giudiziarie. Disabato uscendo dall'aula dopo il suo intervento al vetriolo ha infatti dichiarato che “non finisce qui”.

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