PALAZZO LASCARIS

A sinistra il campo largo, a destra il camposanto. Regione in stallo sulle cremazioni

L'emendamento del leghista Cerutti che punta a liberalizzare il mercato (dominato da Socrem) agita la maggioranza, e in tanti si chiedono il motivo di tanta insistenza. Il ruolo dell'ex consigliere regionale della Lega Marinello, oggi amministratore di Altair

In Regione Piemonte si continua a evocare i morti. Sembrava tutto risolto in maggioranza dopo la riunione di ieri a Palazzo Lascaris: via libera alle nomine e avanti con l'approvazione del decreto omnibus, ma su quest'ultimo resta un punto da dirimere, e si sta rivelando più complesso delle aspettative: l’emendamento presentato dal consigliere leghista Andrea Cerutti, dal titolo “Modifiche alla Legge Regionale n. 20 del 31 ottobre 2007” riguardante  “Disposizioni  in materia di cremazione, conservazione, affidamento e dispersione delle ceneri”, e che punta a una liberalizzazione del settore, che ad oggi in Piemonte è dominato dalla Socrem, società vicina agli ambienti della massoneria torinese e che agisce in un regime di quasi monopolio.

L'emendamento della discordia

La proposta di Cerutti mira a liberalizzare questo mercato, fissando criteri meno stringenti per la realizzazione di nuovi impianti, abbassando a 3 chilometri la distanzia minima tra di essi e a 200 il numero minimo di cremazioni annuali. L'emendamento Cerutti ha incassato il supporto della Federazione Nazionale Imprese Onoranze Funebri (Feniof), che in una lettera firmata dal suo presidente Antonio Mazziolo e dal suo segretario Alessandro Bosi e indirizzata al presidente della Regione Alberto Cirio, al presidente del Consiglio regionale Davide Nicco al presidente della Commissione Sanità Luigi Icardi e allo stesso Cerutti scrive di auspicarne l'approvazione. Di opposta opinione è invece Federcofit, associazione del comparto funario, che in una lettera indirizzata agli stessi destinatari boccia la proposta Cerutti che definisce “inadeguata e dannosa”.

Ma questo emendamento fa storcere il naso a più di qualcuno all’interno della maggioranza, che vuole vederci chiaro: perché una proposta di questo tipo, su un tema non esattamente decisivo per il futuro della regione, viene portata avanti con insistenza? Chi beneficerà davvero dalla fine del monopolio de facto della Socrem? Secondo rumors dietro ci sarebbe lo zampino di Michele Marinello, ex sindaco di Domodossola e consigliere regionale della Lega Nord durante la legislatura di Roberto Cota. Lasciata la politica, infatti, Marinello è diventato amministratore di Altair, società domese che opera nei servizi cimiteriali, fondata da Paolo Zanghieri, ex assessore del Pds.

Se Fratelli d’Italia continua a mostrare le sue perplessità, anche Forza Italia sembra tutt’altro che entusiasta: in questo caso non gioca certamente a favoreil fatto che Socrem ha tra i suoi dipendenti anche la moglie dell’assessore al Bilancio Andrea Tronzano. Così l’assessore al Patrimonio Gian Luca Vignale (Lista Cirio) ha proposto una soluzione di compromesso, rivedendo al rialzo alcuni limiti della proposta Cerutti. Tutto rimandato alla prossima settimana quindi, dove nella nuova riunione di maggioranza i partiti che sostengono Cirio decideranno sul da farsi. Fino ad allora, lo stallo sul decreto omnibus continua.