Via i gettonisti, c'è Doctor (in) House.
Il progetto su Amos con Azienda Zero
Stefano Rizzi 10:13 Mercoledì 18 Giugno 2025
L'ingresso della Super Asl nella società le aprirà le porte di tutte le Asl del Piemonte. Acquisti e servizi, ma anche fornitura del personale. Una soluzione alla stretta sui medici delle coop? Dossier caldo legato al probabile arrivo di Tranchida al posto di Leli
Esternalizzare all’interno o internalizzare all’esterno. Il paradossale gioco di parole potrebbe presto diventare ben di più e di diverso per la sanità piemontese. Magari anche un gioco sì, ma di potere.
Tra i dossier aperti di Azienda Sanitaria Zero, probabilmente prossima a un cambio al vertice col passaggio della direzione da Adriano Leli destinato a guidare la partecipata regionale Scr all’attuale direttore del Santa Croce e Carle di Cuneo, Livio Tranchida, c’è anche l’ingresso nella compagine societaria di Amos.
Business da 60 milioni
La società di servizi nata vent’anni fa da un’idea di Fulvio Moirano, il manager che poi avrebbe diretto anche la sanità piemontese, attualmente opera in house solo, e non potrebbe essere altrimenti, per le aziende che ne compongono l’assetto societario, ovvero col 34,93% l’Aso Santa Croce e Carle, col 33,40% all’Asl Cuneo1, poi il 25,09 dell’Asl Asti, il 4,18 dell’Asl Cuneo2 e con il 2,44% l’Azienda ospedaliera universitaria di Alessandria.
Già coprendo circa un quarto delle aziende sanitarie della regione, Amos conta oltre 2mila dipendenti e vanta un fatturato superiore ai 60 milioni. Cifre che potrebbero presto crescere più che raddoppiandosi. E la chiave per aprire le porte delle aziende sanitarie alla società, diretta da Tranchida dal 2016 fino all’aprile del 2023 quando il manager sarà chiamato alla guida dell’ospedale cuneese, sta proprio in Azienda Zero. Saltando a piè giunti tutte le difficoltà che un’adesione corale delle Asl e delle Aso, con un’inevitabile parcellizzazione delle quote e una composizione societaria pletorica, comporterebbe l’ingresso della sola Super Asl consentirebbe di fatto a tutte le altre di fruire più o meno direttamente dei servizi di Amos, fino ad oggi preclusi.
Il cavallo di Troia
Chi da un fronte politico e sindacale vede l’operazione con diffidenza e preoccupazione parla di un cavallo di Troia. Chi, al contrario, sta lavorando a questo disegno che potrebbe vedere un’accelerazione in tempi brevi dopo un periodo di stallo, già usa l’accrescitivo e la definisce SuperAmos.
L’attuale quadro della sanità, con scarsità di personale, tetti alle assunzioni, indicazioni di drastiche riduzione dei gettonisti e non poco altro ancora, fanno intravvedere quella della società di servizi in house come una possibile seppure parziale, ma efficace risposta alle molteplici difficoltà.
Procedure più rapide
L’azienda diretta da Leli sarebbe, insomma, una sorta di collegamento tra la società il cui board ha visto recenti cambiamenti e tutte le aziende sanitarie piemontesi. Il ruolo di Azienda Zero per fornire personale e servizi sul territorio è già evidente, seppure con non pochi intoppi, a partire dall’Emergenza 118 passando per l’indizione di concorsi destinati a procurare il personale necessario alle varie Asl e ospedali.
Una pratica cui si aggiungerebbe quella che, sempre per personale e altri servizi, farebbe riferimento all’azienda operante in house rispetto alla Super Asl e a cascata con tutte le altre anche se non comprese tra i soci.
Pd: "Operazione surrettizia"
Uno scenario che, mesi fa, quand’ancora non era così delineato aveva fatto parlare il Pd, con il consigliere regionale Daniele Valle, di “Un’operazione surrettizia per allargare il raggio di azione di Amos e nei fatti svuotare le Asl di molte competenze, modificado profondamente uno schema consolidato negli anni e che vedeva la società operare in un ambito ben definito del territorio regionale”.
L'allarme dei sindacati
Guardinghi i sindacati, con la Cgil che avverte come “spostare servizi, acquisti e magari in futuro anche parte delle gestione clinica sotto l’ombrello di una società formalmente pubblica, ma con dinamiche privatistiche significa trasformare la sanità pubblica in un soggetto quasi privato, indebolendola”.
Il cambio al vertice
Da un lato procedure più rapide e snelle per le assunzioni, un possibile rimedio all’imminente blocco dei medici delle cooperative, l’accorpamento di servizi e acquisti e molto altro ancora. Dall’altro, una sorta di esternalizzazione sia pure, per restare tra paradossi o ossimori, in house con alcuni aspetti di monopolio.
Nonostante appaia in ombra rispetto alle questioni, in tema di sanità, su cui la maggioranza di governo regionale accende le luci della ribalta, la vicenda destinata a legare a filo doppio, fin quasi a fondersi, Amos con Azienda Zero è tra le questioni importanti. E per nulla marginale rispetto al probabile cambio al vertice della Super Asl.


