Torino is fantastic
Juri Bossuto 07:00 Giovedì 26 Giugno 2025
“Torino is fantastic”, è questo lo slogan che ha riunito numerosi artisti in piazza Vittorio Emanuele per celebrare la festa patronale della prima Capitale d’Italia. Tra gli sponsor del concerto di San Giovanni spiccano Friend&Partenrs, Iren e Fiat (Stellantis ha rispolverato, per l’occasione, il vecchio segno distintivo di Mirafiori): i loro marchi, insieme al simbolo della Città di Torino, hanno sottolineato il lungo elenco di musicisti attesi nelle ore antecedenti l’accensione dei tradizionali fuochi pirotecnici.
La qualità dei cantanti invitati a esibirsi durante la kermesse torinese è degna di un appuntamento importante, gli ospiti erano difatti celebrità note al grande pubblico: Alessandra Amoroso, Annalisa, Antonello Venditti, Gianna Nannini, I Volo, Mahmood, Tananai. Gli onori di casa sono stati affidati invece a Jerry Scotti, affiancato dalla cantante Noemi. Il noto conduttore milanese è stato ingaggiato forse con lo scopo di onorare l’Assessore Mazzoleni, di cui è risaputo il suo forte legame con il capoluogo lombardo (legame che comprende anche una relazione piuttosto complessa con gli uffici giudiziari meneghini).
La fabbrica torinese (o meglio l’ex fabbrica torinese) è tornata clamorosamente nella città dei suoi natali, luogo di nascita che negli anni ’60 ha voluto ringraziare instaurando un rigidissimo regime feudale all’interno della sua cinta muraria. Un rientro a casa enfatizzato tramite la sponsorizzazione della prima parte dei festeggiamenti dedicati al Santo Patrono Torino, perché “La Storia di Fiat è da sempre intrecciata con quella del capoluogo piemontese, e questa iniziativa rappresenta l’ennesima dimostrazione del suo impegno verso la città che ne ha plasmato l’identità” (da www.fiat.it del 11 giugno 2025).
Un legame, quello tra Fiat e Città di Torino, intenso al tal punto che il nuovo prodotto immesso sul mercato, e presentato in occasione dell’evento patronale di piazza Vittorio Veneto, è prodotto all’estero: la Grande Panda, infatti, non è neppure assemblata nello storico stabilimento di Mirafiori, ad oggi semiabbandonato nonché smembrato in numerosi lotti destinati all’affitto o alla vendita. In effetti, l’unione tra l’azienda, un tempo degli Agnelli, e il capoluogo piemontese è retta da un rapporto molto particolare: relazione fondata sui licenziamenti di massa e sulla delocalizzazione della produzione in Serbia. Negli anni ’80 i torinesi ripetevano sovente come la fabbrica di autovetture assomigliasse a un ruffiano di corte, ossia molto bravo a ricevere favori, ma restio nel concederne agli altri.
Nottetempo, sulla porta dello stabilimento riservata all’ingresso degli impiegati (corso Agnelli) è apparso uno striscione che bene raffigura il benevolo sentimento che suggella l’unione tra Fiat e Torino: “Elkann paga i festeggiamenti, ma a Mirafiori solo licenziamenti”. La fabbrica solitamente prende, e quando concede un favore rende manifesto l’intento di prendere qualcos’altro in cambio. In palio, probabilmente, ci sono i terreni su cui si erigevano le ciminiere e i capannoni della fabbrica stessa (la città nella città), oppure futuri ricchi investimenti nel settore sanitario privato torinese (nuovo goloso business della famiglia Elkann).
La sponsorizzazione milionaria ha offerto agli spettatori la possibilità di applaudire i loro beniamini, regalando così un attimo di spensieratezza collettiva e lanciando, al contempo, un piccolo salvagente alla città che nuota verso un futuro incerto. La musica però non ha tranquillizzato le periferie, sulle cui strade, il giorno di San Giovanni, prendeva forma una sola grande speranza, ossia quella che il mega evento artistico non consumasse troppa energia elettrica: consumo che avrebbe gettato per l’ennesima volta nel buio pesto sia Mirafiori che Barriera di Milano.
Neppure la presenza di Iren nel novero dei finanziatori del mega concerto è stata considerata di buon auspicio dai torinesi, poiché questi temevano che l’erogazione del servizio elettrico si concentrasse tutta sul palco di piazza Vittorio, e al limite nelle vie limitrofe: pagare le salatissime bollette delle utenze luce non offre alcuna garanzia contro l’arrivo di lunghi e ripetuti blackout.
I cittadini pedemontani, la sera del 24 giugno, hanno rivolto una preghiera a San Giovanni, chiedendo al Patrono poche semplici grazie: nessuna ulteriore interruzione della corrente elettrica; la fine della speculazione su luce, gas e teleriscaldamento; la riduzione delle liste di attesa per sottoporsi a esami clinici e, infine, godere di posti di lavoro non precari. Il Patrono però ha preferito non esprimersi in merito, forse perché imbarazzato dalle brutte occhiate che gli rivolgevano i potenti sponsor: coloro che hanno finanziato la sua festa e che ora sono pronti a presentarne il salato conto.


