Sarà Franco
08:53 Venerdì 11 Luglio 2025
Dicono che… il mellifluo monsignor Franco Lovignana, vescovo di Aosta, sia un pastore molto conosciuto, tanto da restare per tutti semplicemente don Franco, il prete di La Salle (Morgex), cresciuto in Valle e mai allontanatosi dalle sue montagne. Una familiarità che, se da un lato rafforza il legame con il popolo dei fedeli e con il clero – molti sacerdoti lo hanno visto “crescere” – dall’altro ne indebolisce talvolta l’autorevolezza nel ruolo di guida, non solo spirituale.
Oggi, con la crisi economica che investe tutta la Chiesa italiana, aggravata dal crollo dell’8 per mille e delle donazioni, anche la diocesi di Aosta si trova in affanno. E in questo scenario, sarebbe servito un vescovo capace di coniugare la missione pastorale con la gestione manageriale, pronto a intervenire tempestivamente, affrontare i problemi e risolverli, senza lasciare ai parroci, ai sacerdoti o ai laici delegati il compito – spesso svolto con leggerezza – di amministrare risorse e beni.
Emblematico il caso di Courmayeur, vetrina internazionale della Valle, dove la parrocchia si è trovata costretta a vendere importanti proprietà nel cuore della cittadina, adiacenti alla chiesa di San Pantaleo, per sanare un indebitamento che si aggira attorno al milione di euro. Un passivo mai affrontato per anni, sempre rimandato, fino alla cessione degli immobili – tra cui il vecchio cinema parrocchiale, poi adibito a chiesa durante i lavori di ristrutturazione – a imprenditori pronti a trasformarli in un megapark e appartamenti turistici.
Il prezzo di vendita, si presume, sarà stato vagliato dagli organi competenti della parrocchia e della diocesi, e forse anche da qualche scrivania romana, ma il fatto che tutto si sia svolto con trattativa privata alimenta più di un sospetto. Perché, pur essendo formati da persone di buona volontà, i consigli economici ecclesiastici – nominati dai parroci o dal vescovo – non sempre brillano per competenze tecniche.
Un’occhiata al sito della diocesi per verificarne composizione, scadenze dei mandati e nomi dei membri è stata vana: trasparenza non pare essere una virtù particolarmente coltivata nei corridoi della Curia di Aosta.



