GIUSTIZIA

Elkann sgancia 175 milioni al Fisco. Resta il nodo dell'eredità di Marella

L'accordo tra i fratelli John, Lapo e Ginevra e l'Agenzia delle Entrate per chiudere una complessa vicenda tributaria. Le indagini penali ancora in corso a Torino sui beni della vedova dell'Avvocato Agnelli. Il presidente di Stellantis punta alla messa in prova

Un pacchetto da 175 milioni di euro mette (per ora) la parola fine al contenzioso fiscale tra i fratelli John, Lapo e Ginevra Elkann e il Fisco italiano. Al centro dell’accordo ci sono gli oneri tributari legati all’eredità di Marella Agnelli, vedova dell’Avvocato Gianni Agnelli. Una somma che comprende imposte non versate, sanzioni e interessi. “Definizione senza alcuna ammissione, neppure tacita o parziale”, ha precisato un portavoce della famiglia, sottolineando la volontà di “chiudere rapidamente e definitivamente una vicenda dolorosa sul piano personale e familiare”.

La notizia, anticipata stamane da Ettore Boffano sul Fatto Quotidiano, conferma l’avvenuto versamento da parte degli Elkann, che hanno siglato con l’Agenzia delle Entrate un’intesa formale per regolare la posizione fiscale connessa all’eredità della nonna Marella. L’accordo, come sottolineano dalla famiglia Elkann, “non costituisce alcuna ammissione di responsabilità sulla fondatezza delle contestazioni inizialmente mosse”, ma rappresenta una scelta strategica per evitare un lungo braccio di ferro con il Fisco e voltare pagina, almeno sul piano amministrativo.

Ma la partita non è chiusa. A Torino resta infatti aperto il fascicolo penale per presunti reati di frode fiscale e truffa ai danni dello Stato. Al centro dell’indagine, condotta dalla procura del capoluogo piemontese (Marco Gianoglio, Mario Bendoni e Giulia Marchetti), c’è la presunta residenza fittizia in Svizzera di Marella Agnelli, utilizzata — secondo gli inquirenti — per eludere il fisco italiano e sottrarre all’imposizione beni di rilevante valore. Procedimento avviato in seguito a un esposto presentato dalla figlia Margherita Agnelli, madre di John, che assistita dall’avvocato Dario Trevisan contesta (anche in sede civile, a Torino e anche in Svizzera) la successione svizzera della madre, perché sarebbe stata effettivamente residente in Italia.

Già nel settembre 2024 erano stati disposti sequestri per un ammontare di 74,8 milioni di euro. Tra i beni congelati figurano rendite vitalizie, patrimoni schermati da trust offshore e partecipazioni societarie. Le misure cautelari hanno coinvolto, oltre ai tre eredi, anche il commercialista Gianluca Ferrero e un notaio svizzero, Urs von Grünigen. La linea difensiva degli Elkann resta ferma: nessun “patrimonio occulto” e piena regolarità nella dichiarazione dei beni ereditati.

Intanto, sul piano giudiziario, l’intesa raggiunta con il Fisco apre per John Elkann la possibilità di accedere all’istituto della “messa alla prova”, misura alternativa al processo prevista per alcune fattispecie di reati tributari. Secondo fonti vicine alla famiglia, il versamento non rappresenta una rinuncia a difendersi, ma un passo per “evitare un lungo contenzioso e restituire serenità alla famiglia”. Una serenità ancora da riconquistare, tra eredità pesanti e procedimenti in corso. Perché se il Fisco è stato (parzialmente) accontentato, la procura continua a indagare. E nel risiko ereditario degli Agnelli, la partita giudiziaria resta tutt’altro che chiusa.

print_icon