Baruffa Granda

Dicono che…affiorano vecchie ruggini nel Pd cuneese. Con un post sulla sua pagina Facebook l’ex consigliere regionale Maurizio Marello, per dieci anni sindaco di Alba, ha lanciato la sua accusa all’attuale establishment dem in Regione, reo di non fare vera opposizione a Cirio. “Ho trascorso cinque anni in Regione nel gruppo del Partito Democratico. Ho capito che l’opposizione è un mestiere. L’obiettivo non è andare al governo ma mantenere le proprie posizioni, peraltro lautamente retribuite”, scrive Marello, che ha lasciato il Pd a inizio anno, dimettendosi anche da consigliere comunale ad Alba lasciando così – almeno sulla carta – la politica attiva. Nel post si concede anche un pizzico di autocritica: “Il Consiglio regionale è un teatrino, dove ciascuno recita la propria parte. Lo dico con vergogna: anch’io l’ho recitata, inconsapevolmente, ma l’ho recitata”. 

Non si è fatta attendere la risposta di Mauro Calderoni, fino a poco fa segretario provinciale del Pd a Cuneo e consigliere regionale dopo aver battuto proprio Marello, suo diretto concorrente tra i dem nella Granda. “Ci fa sinceramente piacere constatare che, uscito dal Partito Democratico, Maurizio Marello abbia finalmente ritrovato quella verve polemica, quello spirito critico e quella capacità di indignazione che, quando militava tra le nostre fila, sembravano sopite sotto il peso delle responsabilità istituzionali. Forse l’aria esterna, più fresca e meno faticosa, aiuta a sciogliere la lingua e a rinvigorire l’animo”, la replica piccata di Calderoni. Tra i due da sempre non scorre buon sangue: da segretario provinciale Calderoni ha messo ai margini Marello, coinvolgendolo il meno possibile nelle iniziative locali affinchè non gli facesse troppa ombra. A questo si aggiunge un tocco di campanilismo, con Saluzzo (città di Calderoni) che si prende la sua rivincita su Alba. Così Marello, che pure sembra aver lasciato la politica, non lesina una stoccata al rivale che ora siede a Palazzo Lascaris, e “recita la propria parte”.

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