ECONOMIA DOMESTICA

Imprese piemontesi a due velocità: reggono le grandi, arrancano le piccole

Pubblicati da Unioncamere i dati del bilancio anagrafico del secondo trimestre 2025. A trainare il sistema produttivo è la provincia di Torino, mentre chi va peggio è il Vco. Tengono botta le partite iva; si conferma la lieve flessione del settore agricolo

Segnali di tenuta dal sistema imprenditoriale piemontese, seppur contenuti. Tra aprile e giugno cresce in Piemonte la base imprenditoriale, ma soprattutto nel segmento delle società di capitale. Soffrono invece le piccole e piccolissime imprese; tengono le partite iva che sono la categoria più numerosa. Tra le province trainano Torino e Novara. È questa la fotografia scattata da Unioncamere Piemonte nel suo bilancio anagrafico del secondo trimestre 2025.

I dati medi piemontesi

Non c’è da gioire, ma neppure da disperarsi. L’analisi di Unioncamere Piemonte mette in evidenza dati positivi in tutte le province piemontesi. Un progresso modesto del tessuto produttivo, ma pur sempre un segnale di tenuta con alcuni sprazzi di vitalità.

L’analisi fa emergere come nel periodo aprile-giugno 2025 siano nate in Piemonte 5.667 imprese, 168 aziende in più rispetto al secondo trimestre 2024. Allo stesso tempo le aziende che hanno chiuso sono state 3.782, ovvero 181 in meno rispetto alle 3.963 dello stesso periodo dell’anno scorso. Il saldo dunque è positivo per ben 1.885 imprese.

"Il secondo trimestre del 2025 ha mostrato una crescita modesta della base imprenditoriale piemontese, segnando un miglioramento rispetto al passato”, spiega Gian Paolo Coscia, presidente Unioncamere Piemonte, “Le società di capitale trainano con un +1,01%, mentre le società di persone faticano. È cruciale sostenere le piccole imprese con percorsi di sostegno e accompagnamento. Settori come servizi, turismo e costruzioni sono dinamici, ma dobbiamo rivitalizzare commercio, industria e agricoltura”.

Chi va meglio in Piemonte

Se la media regionale parla di una crescita che si attesta sullo 0,45%, è evidente che provincia per provincia c’è chi cresce di più e chi di meno. A trainare il tessuto imprenditoriale piemontese sono due territori, quello di Torino (+0,51%), che detiene il 52,7% del totale delle aziende regionali, e quello di Novara (+0,50%) che ha un peso del 7,0% e si colloca leggermente al di sopra della media.

La provincia di Cuneo, che è la seconda provincia per numero di imprese (15,4%), cresce di uno 0,40% segnando un dato più basso rispetto a quello medio regionale; un andamento simile si riscontra per Alessandria, terza per peso (9,4%), che registra la crescita più modesta di tutte (+0,29% ); chiudono il quadro Asti (che pesa per il 5,3% e cresce del +0,41% ), Vercelli (peso del 3,5%, crescita del +0,43% ), Biella (peso del 3,8%, crescita del +0,33% ) e il Verbano-Cusio-Ossola (peso del 2,9%, crescita del +0,31%).

A soffrire le piccole e piccolissime imprese

L’analisi mette in evidenza anche un altro dato interessante, ovvero che le società di capitale rappresentano il segmento più dinamico del tessuto imprenditoriale piemontese mostrando un tasso di crescita dell’1,01%. Al contrario, le società di persone, che costituiscono il 19,8% del totale, sono l'unica forma a registrare una lieve contrazione (-0,08% ). Bene anche le imprese individuali che sono la categoria più numerosa con una quota del 55,6% del totale e risultano con un segno positivo dello 0,42%.

Analisi settoriale

La spinta maggiore arriva dal settore degli altri servizi, che non solo registra il tasso di crescita più alto (+0,75% ), ma, essendo il comparto più grande con il 31,2% del totale, forma in modo decisivo il risultato complessivo. Mostra vitalità anche il turismo (+0,69%), che pesa per il 7,0% del totale, e le costruzioni (+0,64%) con un'incidenza del 15,6%. Tutti e tre si posizionano al di sopra della media regionale (+0,45%).

Evidenziano invece uno sviluppo più debole il commercio, secondo settore per numero di imprese (21,6%) con una crescita modesta del 0,22%, e l'industria in senso stretto che rappresenta il 9,2% del totale e segna un +0,12%. Infine, si conferma la lieve flessione del settore agricolo (-0,07%): un dato rilevante, dato che il comparto rappresenta ancora l'11,0% di tutte le imprese piemontesi.

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