FIANCO DESTR

Chiarelli "sfiducia" Bongioanni: esce dalla giunta (e rischia il posto)

Dopo aver perso le deleghe a Sport e Turismo, l'assessora alla Cultura prova a mettere i bastoni fra le ruote al successore, che ha scelto la sua Novara per attaccarla: "Aveva stanziato 3 milioni, io ne ho messi 36". Sempre più isolata anche in Fratelli d'Italia

In autunno cadono le foglie, e in Piemonte potrebbero cadere gli assessori. Marina Chiarelli, dopo il ridimensionamento delle deleghe che le ha fatto perdere Sport e Turismo in favore di Paolo Bongioanni, è con un piede fuori dalla giunta guidata da Alberto Cirio. Ormai isolata all’interno di Fratelli d’Italia, in rotta con i colleghi assessori e con il suo padrino politico Gaetano Nastri, a cui si aggiunge una vicenda giudiziaria pendente, le sue possibilità che arrivi a mangiare il panettone a fine anno calano ogni giorno di più. E il suo atteggiamento indisponente e dispettoso non l’aiuta di certo. “Si goda le vacanze”, si vocifera negli ambienti di partito, ma al rientro o poco dopo l’assessore alla Cultura e alle Politiche giovanili potrebbe non essere più lei.

Il dispetto a Bongioanni

Chiarelli sembrava aver preso con sportività il demansionamento, frutto di una discussione interna a Fratelli d’Italia, con il trasferimento delle principali deleghe (Sport e Turismo) al collega di partito e assessore all’agricoltura Paolo Bongioanni. Per l’occasione aveva ringraziato il presidente Cirio, che le aveva permesso in questo modo di potersi concentrare sulla cultura. Ma dietro la patina istituzionale il risentimento dell’avvocata novarese è evidente: da quel giorno pare non rivolga più la parola all’assessore alla sanità Federico Riboldi (anche lui di FdI) e allo stesso Bongioanni.

Così nel corso della riunione della giunta di ieri Chiarelli ha provato a mettere i bastoni tra le ruote al suo “usurpatore”: Bongioanni annunciava il bando con uno stanziamento sostanzioso per le strutture ricettive piemontesi, trovando la contrarietà proprio della sua predecessora, che ha giudicato il provvedimento insoddisfacente, minacciando addirittura voto contrario, poi ammorbidito in una astensione. Cosa che avrebbe significato una crisi di governo regionale. Questo ha suscitato inevitabilmente l’irritazione del presidente Cirio, che ha ammonito l’assessora dimezzata: “Se proprio vuoi mostrare la tua contrarietà esci dalla sala”. Così Chiarelli ha preso la porta, meno foriera di conseguenze politiche ma in ogni caso indice di un clima tutt’altro che sereno ai piani alti del Grattacielo Piemonte.

Schiaffi in casa

Bongioanni, incassato il sì al provvedimento, nel pomeriggio ha deciso di passare al contrattacco, convocando una conferenza stampa proprio nella sua Novara, all’hotel La Bussola dove – accompagnato dai consiglieri regionali e colleghi di partito Gianluca Godio e Daniela Cameroni – ha gonfiato il petto, screditando del tutto l’operato della Chiarelli, beccandosi anche gli applausi degli amministratori locali, tra i quali il vicesindaco Ivan De Grandis (anche lui di FdI), che invece con lei era stato tutt’altro che tenero nei giudizi, sancendo la prima frattura politica tra l’assessora e il resto del partito. Bongioanni ha infatti sottolineato come i fondi stanziati da Chiarelli ammontassero a soli 3 milioni, meno di un decimo rispetto a quelli attuali.

Filosofie diverse

Come se non bastasse, l’ha criticata anche sul modo di gestire i bandi, dicendo che agirà in maniera totalmente diversa da lei: “Non adotterò la filosofia di Chiarelli, la mia è differente. Non si lavorerà per ambiti amministrativi e provinciali, ma per prodotti e per aziende”. Una bella stoccata, a cui ne è seguita un’altra sullo sport, altra delega “strappata” alla collega: “Quando ho assunto la delega, sul tavolo c’erano 3 milioni, ho dialogato con l’assessorato all’Ambiente e realizzato bandi per 20 milioni, attingendo a minori utilizzi di fondi europei”. Come a sottolineare che chi è venuto prima di lui non ha fatto il suo dovere, nonché l'ennesimo segnale che lui e i suoi compagni di partito la stanno lentamente accompagnando alla porta. Cirio di fronte a tutto questo cosa fa? Come già successo per il ritiro delle deleghe, con ogni probabilità non muoverà un dito, derubricando il tutto come una faccenda interna a Fratelli d'Italia. Non male per una che fino a poco fa si definiva la sua cocca.

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