Unicredit volta pagina (e sguardo): utile record e sempre meno Italia
10:04 Mercoledì 23 Luglio 2025Il governo si è messo di traverso all'Ops su Bpm ottenendo che la banca ora sposta il suo baricentro fuori dai confini nazionali. Gli obiettivi sono Commerz e Alpha Bank. Semestrale stellare: 6,1 miliardi. Orcel: "Il nostro ambito d'azione e l'Europa"
Nel giorno successivo in cui Consob aveva concesso un’ulteriore proroga sull’Ops di Piazza Gae Aulenti su Banco Bpm, poi ritirata, Unicredit rompe gli indugi e annuncia risultati semestrali da capogiro. A trainare il gruppo guidato da Andrea Orcel è un utile netto che sfiora i 6,1 miliardi di euro nei primi sei mesi del 2025. Un risultato definito “eccellente” dalla stessa banca, che accompagna il bilancio con un messaggio chiaro al mercato: il futuro è già scritto e sarà all’insegna di crescita, dividendi e consolidamento europeo.
“La performance del primo semestre è straordinaria – ha dichiarato l’amministratore delegato– e ci consente di rivedere al rialzo le nostre previsioni per l’anno in corso e le ambizioni al 2027. Puntiamo ad almeno 30 miliardi di euro in distribuzioni totali agli azionisti entro il 2027, di cui metà in contanti già a partire dal 2025”. Una promessa che sa di sfida e che riafferma l’identità di una banca che intende rafforzare la propria posizione nel panorama continentale.
Nuove frontiere: Commerzbank e Alpha Bank
La vera partita, però, si gioca fuori dai confini italiani. Unicredit scommette sul consolidamento europeo e lo fa annunciando il prossimo ingresso – a patrimonio netto – di Commerzbank e Alpha Bank, due operazioni che, a partire dal 2026, contribuiranno a gonfiare ulteriormente i margini del gruppo. “Ci aspettiamo un rafforzamento strutturale di ricavi e utile netto grazie all’internalizzazione delle assicurazioni vita e al consolidamento di Alpha e Commerz”, si legge nella nota ufficiale della banca. «Questo modello di crescita ci permette di aggiornare al rialzo le nostre proiezioni su tutti i principali indicatori: redditività, RoTE e distribuzioni”.
In un’intervista a CNBC, lo stesso Orcel ha ribadito la visione strategica dell’operazione: “I destini di Commerzbank e Unicredit sono intrecciati: il loro successo sarà anche il nostro”. E poco importa se Berlino continua a guardare con sospetto alla scalata italiana: “Sulle critiche del cancelliere Merz non ho nulla da dire – ha tagliato corto il banchiere – io vedo solo opportunità”.
L’Italia? Capitolo chiuso (per ora)
La retromarcia su Banco Bpm, nel frattempo, viene rivendicata come una scelta strategica necessaria. Nessun rimpianto, anzi. “Abbiamo chiuso quella partita – ha detto Orcel – BPM era diventato un peso. L’operazione stava andando oltre le nostre intenzioni iniziali e il valore dell’affare era mutato”. A complicare il tutto, il nodo del golden power che avrebbe potuto rallentare – se non addirittura bloccare – ogni passo avanti. “Non c’erano alternative: a un certo punto si devono recuperare le perdite, eliminare gli ostacoli e concentrarsi su ciò che si può davvero controllare”.
In questo scenario, Unicredit sembra dunque intenzionata a esercitare il proprio controllo non tanto sulle prede domestiche, quanto sul destino europeo del gruppo stesso. È su quel campo che si giocherà la vera partita. E se l’Italia rimane importante, il baricentro si sta già spostando.



