EDILIZIA SANITARIA

Città della Salute (e dei ritardi). Aggiudicato l'appalto a Novara

Dopo anni di bandi deserti, aumenti dei costi, finalmente arriva l'affidamento del partenariato pubblico-privato. Squilli di trombe da Cirio e Riboldi, ma si pagano anni di ritardo. L'opera sarà realizzata dal Gruppo Dogliani, in contenzioso per l'ospedale di Cuneo

Come dice il direttore generale Stefano Scarpetta, “è il primo passo per la realizzazione dell’opera”. Ma per arrivare a questo passo compiuto nelle scorse ore, con l’aggiudicazione della concessione per la costruzione della Città della Salute di Novara al Consorzio Sis, ci sono voluti anni, tanti anni. 

Certo dopo la vittoria, senza altri concorrenti, le procedure hanno rispettato le tempistiche per il mantenimento dei quasi 190 milioni di finanziamento ministeriale, su circa 450 complessivi oltre il canone concessorio, ma quella del futuro polo sanitario novarese resta una storia costellata da intoppi e ritardi susseguitisi in maniera che trova pochi casi analoghi.

 
Un passo decisivo 

Oggi, finalmente il governatore Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi possono dichiarare che “il progetto del nuovo ospedale di Novara, insieme a quello del Parco della Salute di Torino sono tra i più rilevanti in assoluto per la sanità piemontese del piano varato dalla Regione che prevede interventi per quasi 5 miliardi di euro. Il Parco – aggiungono - si avvia ormai verso l’inizio concreto dei lavori, con la posa della prima pietra imminente. Novara oggi compie un passo decisivo. L’assegnazione appena avvenuta consente finalmente di sbloccare un’opera che, per lungo tempo, è rimasta in una situazione di stallo”. 

Impossibile anche per i vertici della Regione ricordare come “non sono mancati ostacoli, né passaggi complessi. Abbiamo seguito da vicino questo percorso. Regione e assessorato hanno lavorato accanto all’azienda riuscendo a sbloccare anche risorse statali cercando di alleggerire i passaggi e accompagnare ogni fase. Ora, dopo tanto lavoro dietro le quinte, si apre davvero una fase nuova. Quella della partenza del cantiere”.

Il futuro urbanistico 

E sui “tanti anni” che ci sono voluti per arrivare a questo punto, pone l’accento pure il sindaco di Novara Alessandro Canelli il quale si dice certo che la nuova Città della Salute “avrà sulla città un impatto straordinario, sia da un punto di vista sanitario che economico, scientifico e anche urbanistico. È un momento importante – aggiunge Canelli - non solo per la città ma per l’intero territorio del Nord Est del Piemonte che potrà beneficiare di una struttura completamente nuova e funzionale”. Nell’occasione, il sindaco ricorda che la sua amministrazione “sta già lavorando per la riqualificazione dell’area in cui sorge l’attuale ospedale, uno spazio molto ampio, centrale e fondamentale nello sviluppo urbanistico e sociale della città. Proprio domani – annuncia - firmeremo un accordo con Principia, la società che si è occupata, con grande successo, della rinascita dell’area Expo di Milano e che ci accompagnerà, insieme all’azienda ospedaliera Maggiore della Carità, nella necessaria fase di progettualità e di attrazione di risorse ed investimenti finalizzati a rigenerare questa parte di città”. 

Pronto in 4 anni (si spera)

Per quanto riguarda il cronoprogramma da oggi in poi, nel giro di un anno “si dovrà arrivare – come spiega il direttore generale dell’azienda - anche successivamente alla conferenza dei servizi, a una progettazione definitiva compatibile a tutte le richieste previste nel capitolato e poi con la sottoscrizione del contratto per come voluto da questa tipologia di appalti. Dopodiché partiranno i lavori che in quattro anni porteranno alla realizzazione del nuovo nosocomio”.

Annunci di fronte ai quali non è male fare ogni tipo di scongiuri e spargere la necessaria cautela, proprio in virtù di quanto successo in passato. Basti ricordare che ben due gare andarono deserte nonostante ripetute proroghe che in un caso arrivarono addirittura e tre per cercare, invano di avere partecipanti ai bandi. In più di un’occasione i gruppi che si erano fatti avanti avevano ben presto invertito la marcia. Così come ripetuti erano stati gli incrementi al plafond inziale, proprio per rendere più appetibile l’appalto. Quando ormai le speranze erano ridotte al lumicino, alla fine dello scorso anno si era fatto avanti, senza ripensamenti, il Consorzio Sis della famiglia Dogliani. Lo stesso gruppo che dovrà realizzare il Parco della Salute di Torino ed aveva in programma di realizzare il nuovo ospedale di Cuneo. In quest’ultimo caso tra il colosso cuneese delle costruzioni è in contenzioso con la Regione per la decisione da parte di quest’ultima di non proceere con il partenariato, preferendo far realizzare all’Inail il nuovo nosocomio che sostituirà il Santa Croce e Carle. In autunno è atteso il pronunciamento del Tar al quale si è rivolta la società fresca di aggiudicazione della Città della Salute di Novara.