PALAZZO LASCARIS

Maratona in Consiglio regionale.
Per approvare la stangata Irpef

Convocazione "non stop" per approvare l'assestamento di bilancio: il piatto forte (e indigesto per i piemontesi) è la rimodulazione dell'imposta sul reddito. Solita manfrina delle "centinaia" di emendamenti. La manovra alla fine sarà varata senza problemi

Maratona in Consiglio regionale per l’approvazione dell’assestamento di bilancio. Convocazione “non stop”, esclusi sabato e domenica, da martedì 29 luglio fino al 7 agosto. Il nodo più spinoso da affrontare sarà quello legato alla manovra regionale sull’Irpef, l'imposta sul reddito: prevista una rimodulazione degli scaglioni che passano da quattro a tre e una riformulazione delle aliquote. Sul tavolo le opposizioni hanno piazzato oltre duecento emendamenti.

Calendario fitto

Il mare può attendere. Prima di poter fare i bagagli dovranno approvare l’assestamento al bilancio di previsione finanziario 2025/2027. E il calendario dei lavori è fittissimo a Palazzo Lascaris. Davide Nicco, il presidente del Consiglio regionale del Piemonte ha infatti convocato l’aula martedì 29 (orario 14-20), mercoledì 30 (10.30-20) e da giovedì 31 luglio a venerdì 1 e, poi da lunedì 4 a giovedì 7 agosto dalle 10 alle 20.

La questione Irpef

Il punto più spinoso all’ordine del giorno sarà quello legato alla manovra sull’Irpef regionale che prevede una riduzione degli scaglioni da quattro a tre e una rimodulazione delle aliquote. Tema che vede le opposizioni sulle barricate, tanto che sono stati presentati 220 emendamenti.

“Abbiamo deciso di non incidere sulle fasce più deboli: infatti sino a 15mila euro l’anno lasciamo la situazione invariata”, ha spiegato Andrea Tronzano, assessore al Bilancio della Regione Piemonte che ha scritto la manovra. I nuovi scaglioni dovrebbero essere i seguenti: fino a 15mila euro si continueranno a pagare 243 euro; da 15 a 28mila (45% della popolazione), si passerà da 371 a 404 euro; da 28 a 50mila euro si va dai 685 euro attuali a 791 euro. Resta invariata, perché già massima, l’aliquota per chi supera i 50mila euro lordi l’anno di reddito.

Cirio, ma quanto ci costi?

Ovviamente dall’opposizione sono pronti a cavalcare la “stangata” dell’Irpef. “Promettevano meno tasse, hanno consegnato solo aumenti. A mille giorni dall’inizio del governo Meloni e a un anno dal secondo mandato Cirio, il risultato è chiaro: più pressione fiscale, meno equità e zero riforme. E il conto lo pagano sempre gli stessi. Il ceto medio è spremuto, i servizi peggiorano, l’unica cosa che cresce è la pressione fiscale”. Parole di battaglia firmate Silvia Fregolent ed Enrico Borghi di Italia Viva insieme alla presidente del gruppo Stati Uniti d’Europa, Vittoria Nallo.

“La riforma dell’Irpef è una farsa: nessuna semplificazione, nessuna equità. Hanno solo scaricato il peso sui Comuni, costretti ad alzare le addizionali per tappare i buchi”, concludono, “E in una regione come il Piemonte, già schiacciata da inflazione e caro vita, è un colpo basso alle famiglie e a chi lavora. Altro che semplificazione del fisco”.