Cuneo è ancora la 'Baviera d'Italia', Pil a 23,4 miliardi
17:48 Venerdì 25 Luglio 2025
Cuneo resta la Baviera d'Italia, almeno per il lavoro: il tasso di disoccupazione scende infatti al 2,8% nel 2024, quello dell'occupazione al 70,5%, con uno +0,5 rispetto al 2023 e un +1,1% rispetto al 2019 (ultimo anno pre-pandemia). I numeri del Rapporto Cuneo 2025, presentato in Camera di Commercio, registrano anche una crescita del Pil dell'1,7%, fino a 23,4 miliardi di euro. Un dato sostenuto dalle esportazioni che hanno sfondato il muro degli 11 miliardi. Tuttavia, sottolinea il presidente dell'ente camerale Luca Crosetto, ci sono segnali di rallentamento nel primo trimestre 2025: "Sarà importante attendere i dati del primo semestre, per capire se si tratti di un dato congiunturale oppure se sia l'inizio di una tendenza". Il Pil cuneese vale il 14,7% della "torta" regionale e l'1,1% di quella nazionale. Tra i settori che hanno performato meglio spicca l'industria alimentare e delle bevande, in crescita del 3,6%. Prosegue la tendenziale riduzione del numero delle imprese, con le società di capitale al 16%. La componente femminile dell'imprenditoria si attesta intorno al 22,15%, di poco sotto la media piemontese. Più bassa la componente degli stranieri, all'8,2% contro il 12,8% regionale. Bene invece le imprese giovanili: pesano per il 9,1%, sopra al dato nazionale dell'8,2%. Sul fronte dell'export la provincia ha generato il 18,5% del totale regionale e l'1,8% di quello nazionale, registrando una crescita del 5,2%, anche a fronte della flessione del 4,9% per il Piemonte. La parte del leone la fa l'alimentare, che incide per il 36,3% e cresce del 7,6%. Il 62% delle esportazioni cuneesi sono dirette verso i paesi Ue post Brexit, soprattutto in Francia (in flessione a -3,4%) e Germania (+2,3%). Il primo mercato extra Ue restano gli Usa, al 6,2% e in crescita del 3,5%, mentre la Cina ora si porta al 3,8%.


