Riscossioni record per i Comuni, Province ostaggio della Delrio
Stefano Rizzi 13:00 Sabato 26 Luglio 2025Nel 2024 12,5% in più per l'Imu e 15,6% per la tassa rifiuti. Aumentati dell'8% i proventi dalle multe agli automobilisti. La Corte dei Conti attesta "un'accelerazione sulle entrate". In crescita, ma sempre in affanno, le amministrazioni provinciali
Comuni più occhiuti verso l’evasione, ma ancora penalizzati dagli effetti della mancata riforma delle Province. Sono, in estrema sintesi, i due aspetti principali che emergono dall’enciclopedica relazione della Corte dei Conti sulla gestione finanziaria degli enti locali.
Non certo scontato l’impulso che gran parte delle amministrazioni comunali hanno impresso alla lotta all’evasione che sul fronte dell’Imu ha portato nel 2024 a un 12,5% in più di incassi rispetto all’anno precedente passando in termini assoluti da 1,15 miliardi a 1,26. Recupero ancora maggiore per quanto concerne la Tari, ovvero la tassa sui rifiuti dove l’attività per scoprire chi non pagava o pagava meno del dovuto e introitare il dovuto ha portato a un incremento medio per le casse comunali del 16,6% passando da 383, 9 a 443,8 milioni di euro.
Autovelox come bancomat
Percentuali decisamente più basse per l’Ici con un +4,7% che risalgono al 16,6% per la Tasi. Nota dolente per gli automobilisti e questione mai troppo dibattuta attorno soprattutto agli autovelox, quella delle contravvenzioni al codice della strada resta sempre un’entrata cui dal piccolo comune alla metropoli si fa conto in termini di bilanci. Le sanzioni lo scorso anno sono cresciute rispetto al 2023 dell’8% con incassi di 2,27 miliardi rispetto a 2,45.
Tutti numeri che portano la Corte dei Conti a sancire una netta accelerazione da parte delle amministrazioni comunali su fronte delle entrate. Sempre secondo il voluminoso rapporto della magistratura contabile supportato dai dati del Siope, il sistema telematico del Mef, nei conti correnti dei Comuni sono entrati 35,6 miliardi di tributi con il già citato incremento del 12,5% in confronto al 2023.
Non avendo, i sindaci, ingaggiato truppe di gabellieri la svolta positiva per la finanze pubbliche e quindi per i servizi ai cittadini, viene individuata dalla Corte dei Conti in un progressivo aumento dell’utilizzo di risorse telematiche, sia per le verifiche sia per gli stessi pagamenti, e una più puntuale e tempestiva azione di riscossione.
Ancora sacche di evasione
Il netto miglioramento segnato da un anno all’altro non deve tuttavia distrarre, come si sottolinea nella relazione, da un quadro complessivo non certo edificante se è vero com’è vero che in media viene incassato non più del 66% dell’accertato.
Anche in questo caso l’Italia si presenta divisa o, comunque, non certo omogenea per quanto concerne i pagamenti così come la lotta all’evasione. La Corte dei Conti afferma con nettezza che in alcune regioni del Sud, come la Campania, la Calabria e la Sicilia le quote di entrate non riscosse permangono particolarmente elevate. Per formare la media, dunque, il Nord si presenta meglio attrezzato nel recupero del dovuto e meno gravato da livelli di evasione che, tuttavia, permangono dal Piemonte al Veneto passando per la Lombardia, continuando a rappresentare uno dei problemi della finanza locale, di cui già non ne fa difetto. La spesa corrente, infatti, segna una continua crescita, del 3,5% dal 2023 all’anno scorso.
E se resta quasi ferma, con un solo +0,7%, la voce delle retribuzioni dei dipendenti è solo perché non sono stati rinnovati i contratti di lavoro. Per vedere il balzo di quella percentuale probabilmente non servirà aspettare molto essendo in corso le trattative che dovrebbero portare a un aumento medio mensile di 141 euro.
Municipi record di default
Intanto c’è un altro dato che cresce, ma questa volta con una valenza negativa. Lo scorso anno si è segnato il record di Comuni andati in dissesto economico-finanziario con un picco di 34 amministrazioni che non si raggiungeva dal 2020. Fatti che portano la Corte dei Conti a bollare le attuai procedure che dovrebbero prevenire il default, tra questi quella di predissesto, che “soffrono di lunghi tempi di istruttoria ministeriale”, come si legge nella relazione e “inadatte a gestire efficacemente gli squilibri finanziari”. Insomma, una bocciatura delle attuali norme che varate tredici anni fa si sono dimostrate inadeguate, tanto che è la stessa Corte dei Conti a lavorare a una proposta innovativa che si basa anche sull’uso dell’intelligenza artificiale per la sorveglianza dei rischi finanziari degli enti locali.
Addio alla Delrio
“Segni di rafforzamento” vengono colti anche per le Province e le Città Metropolitane, anche se circa il 60% della spesa corrente va a coprire l’amministrazione generale limitando del tutto o quasi ogni altra attività, con un effetto a cascata sugli stessi comuni che sono nel territorio e che spesso debbono sopperire alla carenza di servizi. Anche nella relazione della Corte dei Conti emerge con forza il tema, sempre meno eludibile, di un nuovo assetto normativo e finanziario che tolga una volta per tutte dal giogo in cui la mai troppo deprecata riforma Delrio ha messo le Province.



