Cambia la mappa della Sanità in Piemonte. Ecco il nuovo piano
Stefano Rizzi 17:57 Domenica 27 Luglio 2025Nelle Asl arriva il direttore socio-sanitario. Sette Ircss per una regione dove il solo è privato. Azienda unica per Regina Margherita e Sant'Anna (ma divisi in strutture diverse). L'ospedale di Acqui Terme unito a quello di Alessandria. Riboldi: "Svolta epocale" - DOCUMENTO
Ancora un rinvio per il nuovo piano sociosanitario del Piemonte, ma stavolta dovrebbe trattarsi solo di un giorno o due. L’approvazione del testo da parte della giunta presieduta da Alberto Cirio, prevista per domani, slitterà a martedì o mercoledì.
Certamente le 224 pagine in cui, sotto il titolo della “Visione per il sistema salute del Piemonte” si ridefinisce la programmazione e l’organizzazione della sanità piemontese per i prossimi anni, dovranno ricevere il placet dell’esecutivo prima di giovedì 31 quando saranno consegnate al Coresa, il consiglio regionale di sanità e assistenza, nonché all’altro organismo consultivo che è la Conferenza permanente per la programmazione sociosanitaria.
Ospedale-territorio
A questo punto appare evidente che nella lista dei destinatari ci sarà anche e soprattutto la IV commissione di Palazzo Lascaris dove il piano si dovrà discutere anche con le audizioni formali previste ed eventualmente proporre emendamenti in vista dell’approdo in aula previsto in autunno.
Ma quali sono i principali elementi di novità anche rispetto allo studio predisposto dei mesi scorsi dall’Università Bocconi e sul quale si è lavorato a uno strumento che, come scrive in premessa l’assessore Federico Riboldi, responsabile dl piano assieme al collega titolare del Welfare Maurizio Marrone, “il Piemonte ha dovuto attendere per trent’anni”?
In quella che, senza risparmio di enfasi, ancora Riboldi definisce “una svolta epocale”: tra le questioni più importanti, ma anche di più difficile soluzione c’è l’ormai annoso rapporto tra ospedale e territorio, le cui inadeguatezze e i forti limiti non solo in Piemonte erano emersi drammaticamente nel corso della pandemia Covid. Su questo fronte l’innovazione più eclatante riguarda l’istituzione di una nuova figura apicale nelle Asl. In ogni azienda sanitaria, oltre al direttore amministrativo e sanitario, al di sotto di quello generale, ci sarà anche il direttore socio-sanitario, come già accade da anni in altre regioni tra cui la Lombardia. Per questi nuovi dirigenti che il piano introdurrà nelle Asl si potrà attingere agli elenchi degli idonei agli attuali ruoli sanitari e amministrativi, ma la norma lascerebbe spazio anche a diversi metodi di reclutamento compresi i direttori dei Distretti.
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Alessandria e Novara si cambia
Riguarderanno sempre il territorio due modifiche degli attuali assetti che riguardano la provincia di Novara e quella di Alessandria. La struttura ospedaliera di Galliate non farà più parte dell’Aou Maggiore della Carità per passare all’Asl di Novara, “non avendo attinenza – spiega Riboldi – al percorso verso la qualificazione di Irccs per l’azienda ospedaliera universitaria”. Percorso inverso per il “Monsignor Galliano” di Acqui Terme attualmente tra i presidi dell’Asl di Alessandria che una volta approvato il piano sociosanitario passerà a far parte dell’Azienda ospedaliera universitaria del capoluogo. In questo caso la motivazione starebbe nella peculiarità delle cure termali, sempre legate all’auspicata promozione ad Ircss dell’ospedale alessandrino.
Un “trasferimento” quello del nosocomio acquese dove in meno di dieci anni si è passati da 20mila a 13 mila accessi e si è dimezzato il numero dei cardiologi, che era stata proposto come soluzione dal Pd con il vicepresidente del consiglio regionale Domenico Ravetti, proprio guardando ai problemi di personale e alle possibili ricadute positive di un inserimento nell’auspicato istituto di ricovero e cura di carattere scientifico. Qualificazione quest’ultima che nel piano viene individuata, o per meglio dire auspicata visto che il percorso complesso e non facile a livello nazionale, oltre che per Alessandria, anche per la Città della Salute di Torino sul fronte dei trapianti e per il Cto, per la già citata Aou di Novara, per il San Luigi di Orbassano, l’Asl Città di Torino per la nefrologia e per il Regina Margherita.
Sant'Anna e Oirm insieme
Quest’ultimo entra nel piano sociosanitario come uno degli elementi di svolta, visto che il documento sancisce l’accorpamento con l’ospedale Sant’Anna attraverso la costituzione, con una nuova legge regionale, di un’azienda ospedaliera ex novo, togliendo la struttura ginecologica dall’azienda di corso Bramante. Fisicamente il Sant’Anna starà dentro al futuro Parco della Salute, mentre per il Regina Margherita si prevede una costruzione ulteriore, l’ormai nota torre pediatrica anche se, a dispetto della definizione, non si svilupperà in verticale.
Discussione a settembre
Mutuando la geometria in metafora, resta tutto da scoprire quanto sarà lungo e tortuoso il percorso, fino ad ora segnato da ritardi e ripetuti annunci, del piano dove viene dato rilievo, tra i vari argomenti, alle reti per le diverse patologie, così come non difettano le buone intenzioni sul fronte dell’assistenza e in particolare per le disabilità e la tutela delle persone fragili. Nelle 224 pagine che i capigruppo di Palazzo Lascaris hanno già potuto vedere in queste ultime ore e che Riboldi rimarca non essere “un mero documenti burocratico, ma per la prima volta un esempio di partecipazione attiva di oltre 300 associazioni rappresentative dei pazienti e egli operatori”, gli argomenti di discussione non mancano di certo. Ma bisognerà aspettare settembre quando la commissione Sanità incomincerà la discussione. Più di un mese di tempo, dunque, per studiare il futuro piano sociosanitario.


