RETROSCENA

Papocchio a Rivoli, "strana" alleanza M5s, FI e Azione

Nel Comune alle porte di Torino l'esponente pentastellato Boulanger eletto a sorpresa tra i giudici popolari, beffando il candidato di Fratelli d'Italia Depretis, votato anche dalla Lega. Asse anomalo che resterà un unicum o può trasformarsi in un laboratorio politico?

Nasce una strana alleanza, che vede seduti allo stesso tavolo il Movimento 5 Stelle, Azione e Forza Italia. Non è uno scherzo, ma è la realtà politica del Consiglio Comunale di Rivoli, che potrebbe presto diventare la nuova base operativa per esperimenti politici di questo genere. Il primo segnale di questa “alleanza delle meraviglie” è arrivato durante il voto per la Commissione di Nomina dei Giudici Popolari. Un voto che, in tempi normali, scivolerebbe via inosservato, come molti atti formali. E invece a sorpresa M5s, Azione e Forza Italia hanno votato compattamente per eleggere come membro della Commissione per la minoranza il candidato dei 5s, Michele Boulanger, mettendo in minoranza Fratelli d’Italia e Lega, gli altri due partiti di opposizione alla giunta guidata dal sindaco Alessandro Errigo (Pd). Una maggioranza nella minoranza che ha fatto rumore, somigliando a una vera e propria prova generale di alleanza, con tanto di regia condivisa e strategia comune. Non proprio il dialogo tra sordi a cui ci avevano abituato.

Accordo sottobanco

Il colpo di scena si è consumato dissentendo apertamente da quanto era stato concordato nella riunione dei Capigruppo. Proprio lì, infatti, si era raggiunto un accordo che indicava come futuro membro della commissione rappresentante della minoranza l’avvocato Federico Depetris, esponente di Fratelli d’Italia. Ma l’accordo è stato prontamente rimangiato da Azione e Forza Italia, che hanno preferito virare verso il candidato pentastellato. E già qui spunta una prima anomalia non da poco: la consigliera di Azione siede in consiglio comunale grazie alla lista civica “Rivoli nel cuore” di Cirio Presidente, civica ufficiale del centrodestra regionale. Insomma, il pluralismo politico a Rivoli è così avanzato che ormai riesce a superare anche le etichette elettorali. O forse è solo un piccolo cortocircuito d’identità politica. Quanto al Movimento 5 Stelle, dopo l’esperienza rinnegata del governo Draghi, a Rivoli si scopre nuovamente compatibile con Forza Italia e con altri partiti che, agli albori, rappresentavano l’essenza stessa del “sistema” da abbattere. Alleanze tattiche? Evoluzione politica? Opportunismo ben mascherato? Di certo non è più tempo di Vaffa Day.

Solo l’inizio?

Se questa sia una scintilla isolata o l’inizio di un nuovo asse politico lo dirà il tempo. Intanto, a Rivoli, la politica ha deciso di giocare d’anticipo. Con ironia, furbizia e una certa dose di opportunismo, qualità trasversali che non conoscono colore né ideologia. Una cosa è certa: la commissione dei giudici popolari è diventata, suo malgrado, la prova del nove per alleanze ben più ambiziose. E nel laboratorio politico di Rivoli, le provette stanno già bollendo.

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