OPERE & OMISSIONI

Salvini: "Frejus e Tav opere morali. Le toghe torinesi vivono su Marte"

Il vicepremier critica i magistrati dopo gli scontri in Val di Susa e rilancia la visione delle grandi infrastrutture come scelte etiche e strategiche. Il governatore Cirio applaude, la sindaca di Bardonecchia Rossetti chiede attenzione per i territori alpini - VIDEO

La seconda canna del Frejus è un’opera morale. E il Tribunale di Torino vive su Marte. In estrema sintesi, questo il Salvini pensiero al termine della cerimonia di inaugurazione della nuova galleria che rafforzerà il collegamento tra Italia e Francia. Non solo una grande infrastruttura, ma un simbolo di pace. Almeno secondo il ministro dei Trasporti e vicepremier del Governo Meloni.

Delinquenti incappucciati

Inevitabile, a 48 ore dagli scontri nei cantieri Tav di Chiomonte e San Didero, che il tema finisca al centro degli interventi. Il primo ad alzare il tiro è Alberto Cirio: “Per realizzare le opere in Italia non bastano la volontà e la determinazione, serve coraggio”, ha detto il governatore del Piemonte. E ha aggiunto: “Aprire un’opera pubblica in questa valle significa dimostrare che le infrastrutture si fanno. Non sarà un manipolo di delinquenti a fermarci”.

Sulla stessa linea Matteo Salvini. A margine dell’inaugurazione ha rincarato: “È incredibile come solo in Italia ci sia chi dice no ai cantieri. Che lo facciano democraticamente, lo accetto anche se non condivido. Ma qui siamo oltre: si comportano da teppisti, da criminali, da delinquenti incappucciati. Il loro posto non è la Val di Susa, ma la galera. E faremo di tutto perché ci finiscano”. Poi la stoccata al Tribunale di Torino, reo – secondo il leader leghista – di non aver riconosciuto l’associazione a delinquere: “Quella è una banda di criminali. Già il fatto che oggi Bardonecchia sia blindata per l’arrivo di un ministro e che questi teppisti devastino, attacchino polizia, operai, brucino auto e furgoni, dimostra che non è protesta. Il Tribunale di Torino vive su Marte. Qui non siamo in una zona di guerra, ma il clima è preoccupante. Spero venga applicato il nuovo decreto sicurezza: cinque anni di carcere per questi criminali”.

Le parole di Salvini

Un’opera morale

Lo scontro tra istituzioni e No Tav si riaccende, alimentato dalle parole del vicepremier che rilancia la narrazione delle infrastrutture come “opere morali”. “Domani parteciperò al Consiglio di amministrazione della società Stretto di Messina. Anche lì, come per la Tav, c’è chi protesta. Ma io penso che tunnel, porti, viadotti siano fondamentali non solo per la viabilità e l’ambiente, ma anche da un punto di vista etico. In un mondo lacerato dai conflitti, costruire per unire è un atto amministrativo, certo, ma anche profondamente politico. Su molte cose si può discutere, ma non sulle infrastrutture”.

La seconda canna del Frejus

Un’infrastruttura, quella del Frejus, attesa da anni. Dopo quattordici anni tra cantieri e collaudi, apre finalmente la seconda canna del traforo. Una svolta nei collegamenti tra Italia, Francia e il resto d’Europa, non solo per la viabilità ma anche per la sicurezza. A partire dalle 20 di martedì 29 luglio, gli automobilisti avranno a disposizione due gallerie: una in direzione Francia, una verso l’Italia. Addio sensi unici alternati, meno code e maggiore tutela per chi viaggia.

Qualche numero: 12,9 chilometri di lunghezza, 700 milioni di euro di costo complessivo. È la più lunga galleria stradale a doppia canna d’Europa. Il progetto è stato curato da Sftrf (per la parte francese) e Sitaf (italiana), concessionaria dell’A32 Torino-Bardonecchia e del traforo, controllata dal Gruppo Astm.

La polemica

Con tono garbato ma deciso, la sindaca di Bardonecchia, Chiara Rossetti, ha approfittato della passerella ministeriale per lanciare un messaggio chiaro: più attenzione ai territori montani. “Le grandi opere segnano concretamente le vite delle persone, il paesaggio, la qualità delle comunità. Ma Bardonecchia è un territorio fragile. Gli eventi meteorologici estremi, come l’esondazione di fine giugno, ci hanno colpiti duramente”, ha detto ringraziando Regione e Protezione Civile. “Noi non ci siamo fermati. Vogliamo continuare a essere terra di passaggio, ma chiediamo di essere valorizzati e non solo attraversati. Le comunità di confine non possono restare una linea sulla carta geografica”.

Poi le due richieste, rivolte ai ministri Salvini e Philippe Tabarot: “Non posso tacere due istanze che la nostra comunità porta avanti da sempre: il ripristino della fermata dell’Alta Velocità a Bardonecchia e quello della storica linea ferroviaria Bardonecchia-Modane”.

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