Stellantis in brusca frenata, Filosa accelera (sulle promesse)
15:28 Martedì 29 Luglio 2025Il 2025 si sta rivelando un anno difficile, ma anche di "graduale miglioramento” ha dichiarato il Ceo del gruppo illustrando il report sul primo semestre (perde 2,3 miliardi) L'impatto stimato dei dazi è di 1,5 miliardi. E annuncia 10 nuovi modelli. Nuovo piano a inizio 2026
“Il 2025 è stato e sarà un anno difficile e questi risultati del primo semestre lo dimostrano chiaramente”. Antonio Filosa non cerca scorciatoie nella sua prima conferenza con gli analisti da amministratore delegato di Stellantis, incarico assunto a fine maggio. Ma alle difficoltà conclamate oppone una narrazione fatta di segnali di miglioramento, nuove strategie e rilanci industriali. Una lettura ottimista che però si scontra con i numeri e con un quadro ancora molto incerto.
Dazi e ricavi in calo: i nodi strutturali
Nel primo semestre 2025 le perdite nette ammontano a 2,3 miliardi di euro. Il gruppo inoltre stima un impatto netto dei dazi per il 2025 pari a 1,5 miliardi di euro, con 300 milioni già assorbiti nei primi sei mesi dell’anno. Una zavorra importante, che incide pesantemente su risultati già in flessione: ricavi netti a 74,3 miliardi di euro, in calo del 13% rispetto al primo semestre 2024, a causa delle contrazioni in Nord America e in Europa allargata.
Filosa, però, non si limita a denunciare gli effetti delle tariffe: “Noi sosteniamo la strategia di Trump di rilanciare occupazione e produzione negli Usa anche con l’utilizzo dei dazi”, ha dichiarato, chiedendo che venga riconosciuto l’alto contenuto americano dei veicoli assemblati in Messico e Canada. Una posizione che, più che contrastare i dazi, sembra puntare a mitigarne gli effetti per vie diplomatiche, senza mettere in discussione la logica protezionista.
Rilancio affidato ai modelli (e ai motori) del passato
Il piano industriale per la ripresa è affidato a una raffica di nuovi lanci: dieci modelli nel 2025, di cui quattro già presentati nel primo semestre — Citroën C3 Aircross, Fiat Grande Panda, Opel Frontera e Ram ProMaster Cargo BEV — e altri sei attesi nei prossimi mesi, tra cui Jeep Compass, DS N°8 e tre veicoli su piattaforma Stla Medium.
Ma il vero colpo mediatico è il ritorno del motore Hemi V8, simbolo di un’identità americana che Stellantis aveva accantonato. “Riportare in auge il motore Hemi non è stata una decisione difficile, anzi, ovvia”, ha detto Filosa, celebrando il successo immediato: oltre 10 mila ordini nelle prime 24 ore. Un’operazione dal forte impatto emotivo, che però solleva dubbi sulla coerenza della transizione energetica dichiarata dal gruppo.
La svolta promessa
“Non mi piace scaricare le colpe su qualcuno, mi piacciono le assunzioni di responsabilità”, ha esordito il nuovo Ceo, rivendicando i suoi 25 anni in azienda e promettendo un cambio di passo: “Ci rimboccheremo le maniche per tornare a crescere”. Un messaggio rivolto più alla squadra interna che agli investitori, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare “l’esecuzione industriale” e “la qualità del prodotto”.
Filosa ammette che in Nord America Stellantis ha perso terreno in segmenti chiave, e indica nel canale flotte un altro punto critico. In Europa, invece, il focus sarà sul miglioramento dell’esperienza cliente e sulla rapidità nei lanci. Tuttavia, a oggi, mancano elementi concreti su come il gruppo intenda correggere le scelte che hanno portato a questi risultati.
Quota di mercato e portafogli ordini
Secondo il gruppo, i nuovi modelli hanno contribuito a un incremento di 127 punti base della quota di mercato nell’area UE30 rispetto al semestre precedente e a un miglioramento dei portafogli ordini in Nord America. Ma si tratta di dati parziali, influenzati da un confronto con un semestre — il secondo del 2024 — già debole. Non c’è, per ora, una vera inversione di tendenza.
“Abbiamo ripristinato la guidance”, ha detto Filosa, parlando di una “graduale accelerazione” nel secondo semestre. L’obiettivo è tornare a margini sostenibili grazie ai nuovi lanci e a un miglioramento della redditività, ma lo scenario globale resta instabile, con pressioni regolatorie e commerciali sempre più forti.
Strategia in revisione, ma tempi lunghi
L’aggiornamento del piano strategico di lungo termine è ancora in corso. Sarà presentato all’inizio del 2026, durante il Capital Markets Day. Fino ad allora, Stellantis si muoverà su un orizzonte tattico, facendo leva su un portafoglio prodotti più ricco, ma con molte incognite sul fronte dei mercati e della transizione energetica.
Exor, movimento sul fronte Iveco
Sul perimetro della galassia Agnelli-Elkann, si registra intanto un’accelerazione sul fronte Iveco. Secondo indiscrezioni di Bloomberg, sarebbe imminente la cessione della divisione difesa IDV a Leonardo e di quella industriale a Tata. Le trattative sono avanzate, ma non ancora chiuse. Nessuna conferma ufficiale, ma l’operazione segnerebbe un’ulteriore dismissione da parte di Exor nei comparti produttivi a bassa redditività.


