PALAZZO LASCARIS

La stangata (quasi) spiaggiata: l’Irpef resta sul bagnasciuga

La voglia di vacanze non fiacca (per ora) l'opposizione. Il segretario del Pd Rossi denuncia un atteggiamento autoritario. Convocata una conferenza stampa congiunta per ribadire l'unità di fronte al provvedimento voluto dal centrodestra

Le opposizioni tengono il punto, e vincono la prima battaglia contro il Generale Agosto. Quella che doveva essere la prima giornata di discussione in Consiglio Regionale del Piemonte sull’assestamento di bilancio, contenente il famigerato aumento dell’Irpef di 106 euro per il ceto medio, si è tradotta nell’inizio di una riunione di commissione a oltranza, che potrebbe prolungarsi potenzialmente fino alla fine di questa settimana. E anche oggi, dove inizialmente era prevista una seduta di dieci ore, di discutere in aula non se ne parla. La maggioranza, presa in contropiede e chiaramente spiazzata da una mossa simile, non ha ancora preso le contromisure, proponendo poco o nulla in termini di concessioni e contribuendo così a creare un muro contro muro che rischia di far slittare l’approvazione del provvedimento a settembre, regalando di fatto la vittoria alla minoranza su un tema decisivo per i cittadini piemontesi.

Obiettivo prendere tempo

La strategia delle opposizioni appare infatti molto chiara: prendere più tempo possibile, per far saltare almeno in un primo momento l’aumento dell’Irpef, utilizzando questo tempo per discutere soluzioni alternative in grado di colmare l’ammanco di 150 milioni di euro. La proposta principale, condivisa da tutti i gruppi di minoranza, è quella di trovare almeno parte di quelle risorse aumentando l’Irap per le aziende della logistica e dell’e-commerce e gli oneri derivanti dall’estrazione delle cave e l’imbottigliamento delle acque minerali. Ci sarebbe anche la possibilità di slegare l’aumento dell’Irpef dall’assestamento di bilancio, approvando quest’ultimo entro l’estate per poi valutare con calma il nodo delicato dell’aumento delle tasse. Ma è esattamente quello che vogliono evitare il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano, che speravano di far passare in cavalleria una manovra così impopolare, confidando nella voglia di vacanze dei consiglieri.

Evidentemente gli è andata male, trovandosi di fronte una minoranza talmente battagliera che arriva perfino a citare Rocky Balboa, come ha fatto il consigliere del Movimento 5 Stelle Alberto Unia, che nel corso della discussione in prima Commissione Bilancio, nel chiedere alla Giunta un cambio di direzione, ha chiuso il suo intervento ricordando le parole pronunciate dal personaggio interpretato da Sylvester Stallone in occasione del match contro lo sfidante russo Ivan Drago: “Se io posso cambiare, se voi potete cambiare, allora il mondo può cambiare”. Non da meno il collega del Partito democratico Domenico Ravetti, che ha invece affidato i suoi pensieri a Kung Fu Panda: “La tua mente è come quest’acqua amico mio: quando viene agitata diventa difficile vedere, ma se le permetti di calmarsi la risposta ti appare chiara”, ha detto rivolgendosi al presidente della commissione Roberto Ravello (FdI), a suo giudizio troppo confuso nella direzione dei lavori, mentre si discuteva di un emendamento di Alleanza Verdi-Sinistra sul sostegno alle persone non autosufficienti.

Tentativi di censura

Il Pd denuncia poi anche un atteggiamento poco democratico da parte della maggioranza, che avrebbe impedito di parlare ai consiglieri dem Domenico Rossi, Alberto Avetta, Mimmo Ravetti e Monica Canalis. Il presidente Roberto Ravello (FdI) si è difeso citando il regolamento (nella fattispecie dell’articolo 23) sostenendo che i quattro, non essendo membri della commissione, non potevano prendere la parola. “Una forzatura mai vista prima, che non trova alcun fondamento nel regolamento, nel quale si prevede che ai consiglieri che non sono membri non è consentito votare, mentre da nessuna parte si fa menzione al divieto di parola”, ha commentato il segretario regionale Rossi. “Un fatto gravissimo, una violazione democratica che rivela il vero volto della destra: zittire chi dissente”. La situazione è poi rientrata nel pomeriggio, quando i consiglieri hanno ottenuto la delega da parte della capogruppo Pd a Palazzo Lascaris Gianna Pentenero, essendo quindi autorizzati a pieno titolo a partecipare ai lavori della commissione.

Opposizioni unite (ma non troppo)

Intanto oggi alle 13 è prevista una conferenza stampa congiunta dei gruppi di minoranza, per denunciare “più tasse e nessuna visione per il futuro” da parte della giunta di centrodestra. “Cirio ha sempre affermato di non voler mettere le mani nelle tasche dei contribuenti piemontesi: invece si appresta a farlo, e per di più con un blitz agostano”, ha dichiarato la capogruppo di Avs Alice Ravinale. A suscitare ulteriori polemiche la scelta di indire nelle stesse ore una. conferenza stampa al Grattacielo per la presentazione del piano socio-sonitario, a cui parteciperanno, assieme al governatore Cirio, l’assessore alla Sanità Federico Riboldi e l’assessore al Welfare Maurizio Marrone.

Gli emendamenti presentati in Commissione da parte delle opposizioni sono quasi 300: 123 da parte del M5s, 102 di Avs e 53 del Pd, mentre Stati Uniti d’Europa, rappresentato dalla consigliera Vittoria Nallo, guarda alla discussione in Consiglio, dove ha già depositato 300 emendamenti. Ed è proprio su questo tema che emergono le divergenze nelle strategie delle opposizioni: se il Pd sembra non dar troppo peso al numero di emendamenti in Consiglio, focalizzandosi sul tempo di discussione in Commissione, i 5s lo ritengono fondamentale per fare ostruzionismo come si deve: “Anche se contingentano i tempi della discussione, dove lo trovano il tempo di approvare diecimila emendamenti entro l’estate?”, si lascia sfuggire uno di loro. Ma finché il nodo dell’Irpef non sarà risolto, restando impantanato in Commissione, la strategia da attuare in aula non è un tema di giornata.

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