POLITICA & SANITÀ

"Con Schael situazione insostenibile". L'assessore dà ragione ai sindacati 

Durissime accuse al commissario della Città della Salute: "Atteggiamento autocratico". Un rapporto segnato da incomprensioni e scontri, con un clima sempre più teso. Riboldi ha chiesto al manager tedesco "perentoriamente" di cambiare atteggiamento

“La situazione è divenuta ormai insostenibile relativamente alle relazioni sindacali” e “l’atteggiamento autocratico tenuto dalla direzione aziendale ha creato un clima inaccettabile”. A sostenerlo, mettendolo nero su bianco in una nota, sono tutte le sigle sindacali che rappresentano i lavoratori del comparto della Città della Salute di Torino.

La nota sottoscritta da CgilCislUilFialsNursind e Nursing Up arriva poco dopo la conclusione di un acceso confronto nell’ambito dell’osservatorio regionale dedicato all’azienda di corso Bramante. Aperto con l’introduzione del governatore Alberto Cirio che ha riconfermato la fiducia al commissario Thomas Schael e ricordato i numerosi e gravi problemi che da tempo gravano sulla più grande azienda ospedaliera, l’incontro si è ben presto tramutato in un prevedibile e per molti versi annunciato attacco senza risparmio contro Schael. I sindacati, tra le varie accuse, gli muovono anche quella di “non aver mai condiviso i dati relativi alla programmazione assunzionale” con le sigle di rappresentanza e “la stessa relazione particolarmente stringata – osservano ancora – non dà giustizia della complessità dell’azienda che annovera oltre 9mila dipendenti”.

Ma lo snodo che potrebbe preludere a scenari tutti da scoprire e potenzialmente dirompenti per lo stesso sistema sanitario regionale piemontese arriva con l’intervento dell’assessore Federico Riboldi, di fatto schieratosi con il fronte sindacale. Tant’è che nel comunicato congiunto si legge che “preso atto della bontà delle denunce manifestate dai vari interventi di parte sindacale, l’assessore ha invitato perentoriamente il commissario a ripristinare le corrette relazioni sindacali”. Se non è una delegittimazione del manager che proprio Riboldi ha voluto in corso Bramante poco ci manca.

Certo è una durissima bacchettata al commissario, parole quelle di Riboldi musica alle orecchie dei sindacati. I quali tra le rimostranze hanno rimarcato anche l’assenza di confronto, peraltro pochi giorni dopo aver disertato – con l’eccezione della Cisl medici – il tavolo con la direzione aziendale sul tema della sicurezza. Un fatto richiamato implicitamente ancora da Riboldi quando, sempre secondo quanto riferisce la nota “ha chiesto alle organizzazioni sindacali di riattivare i confronti con l’azienda, senza pregiudiziali, in merito agli argomenti trattati”.

Proposta accettata dopo che “l’assessore si è impegnato a riconvocare il focus sulla Città della Salute per il 25 settembre al fine di verificare il cambio di atteggiamento da parte del commissario”. Un presupposto quest’ultimo di cui non sfugge il peso e le possibili conseguenze, dopo un incontro che, stando a quanto riferito dai sindacati, ha visto l’assessore di Fratelli d’Italia assumere una posizione se non diametralmente opposta certo molto lontana dal manager che egli stesso ha voluto al vertice della Città della Salute, tuttora al centro di una vicenda giudiziaria e con pesantissime ombre sulle gestione degli anni passati.

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