Lo Russo sindaco arcobaleno: registrati bimbi con due madri
13:35 Mercoledì 30 Luglio 2025Da oggi a Torino di mamma non ce n'è più una sola. Il primo cittadino plaude alla Corte Costituzionale ma critica l'inerzia del Parlamento, auspicando il matrimonio egualitario. Apripista fu Appendino. Resta da "sanare" la condizione dei due papà
Cecilia, Elia, Lorenzo e Rebecca: quattro nomi, quattro sorrisi, quattro vite che da oggi hanno entrambe le mamme riconosciute ufficialmente, grazie alla sentenza della Corte Costituzionale. Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, con al fianco l’assessore ai Diritti Jacopo Rosatelli, ha messo la firma su un atto simbolico ma carico di significato: la registrazione all’anagrafe dei figli di quattro coppie omogenitoriali, un passo che sancisce il diritto di ogni bambino ad avere due genitori, senza distinzioni. “Oggi è una giornata di festa per i diritti” ha dichiarato Lo Russo, con quel misto di orgoglio e rammarico che gli è tipico quando parla di battaglie civili. “Festa perché finalmente i bimbi delle coppie omogenitoriali hanno gli stessi diritti degli altri. Rammarico perché, ancora una volta, è dovuta intervenire la Corte Costituzionale, mentre il Parlamento continua a latitare. Speriamo che questa sentenza lo svegli dal torpore e lo spinga a legiferare, magari arrivando al matrimonio egualitario, che la nostra amministrazione sostiene senza mezzi termini”.
La cerimonia è stata un tripudio di emozioni. Mamme biologiche e “intenzionali” (un termine che già suona antico, ora che la legge le mette sullo stesso piano), nonni con gli occhi lucidi, e Sarah Cinardo, responsabile piemontese di Famiglie Arcobaleno, che non ha trattenuto la gioia: “Dopo vent’anni di lotte, non ci sono più mamme fantasma, madri di serie A o B, né bimbi a rischio di perdere un genitore da un momento all’altro. Entrambe le mamme hanno diritti e doveri dalla nascita, come dovrebbe essere sempre.” Ma Sarah guarda già oltre: “Il cammino è lungo. Ora tocca ai papà, e non dimentichiamo le mamme lasciate indietro, i cui figli ancora non hanno visto riconosciuta la genitorialità intenzionale”,
La sentenza del 22 maggio ha dichiarato incostituzionale il divieto per la madre intenzionale di riconoscere il figlio nato in Italia tramite procreazione medicalmente assistita praticata all’estero. Un verdetto che non lascia più spazio a discrezionalità: d’ora in poi, basterà recarsi in qualsiasi ufficio anagrafico per registrare la doppia genitorialità. “Non sarà più necessario il mio autografo” ha scherzato Lo Russo, spiegando che i funzionari potranno firmare i riconoscimenti con una delega permanente. Il modulo? Quello standard di “Riconoscimento di filiazione,” dove una mamma riconosce un bimbo già riconosciuto dall’altra, la biologica. Semplice, come dovrebbe essere sempre stato.
Tra i presenti, c’era anche un pizzico di storia torinese. Lo Russo ha voluto ricordare Chiara Foglietta, oggi assessora, che nel 2018 fu la prima a ottenere il riconoscimento del proprio figlio a Torino, grazie alla lungimiranza dell’allora direttrice della Città, Anna Tornoni, e alla sindaca Chiara Appendino. “Un percorso lungo, faticoso, in punta di diritto,” ha detto il sindaco, che non ha nascosto l’amaro in bocca: “Il Parlamento deve fare di più. La Corte ha garantito un principio di uguaglianza, ma ora serve una legge all’avanguardia”. Da oggi a Torino di mamma non ce n’è più una sola.



