Inchiesta sulla Città della Salute, Fornaca nel mirino dei pm
08:15 Mercoledì 30 Luglio 2025I magistrati stanno esaminando le spese legate alle prestazioni intramoenia effettuate presso la struttura privata. L'ipotesi è che i costi non rimborsati dalle assicurazioni siano stati sostenuti esclusivamente dall'ente pubblico
Un nuovo capitolo si apre nell’intricato panorama delle indagini sulla sanità pubblica piemontese, con un focus specifico sulle collaborazioni tra la Città della Salute di Torino e strutture private, in particolare la clinica Fornaca, appartenente al gruppo Humanitas. La procura di Torino, sotto la guida dei pubblici ministeri Mario Bendoni e Giulia Rizzo, ha avviato un approfondimento su presunte irregolarità finanziarie legate alle attività svolte in regime di convenzione tra il pubblico e il privato. Questo filone investigativo nasce come costola della maxi-inchiesta sul deficit di bilancio della principale azienda ospedaliera della regione.
Al centro delle indagini ci sarebbero meccanismi di fatturazione e gestione dei pagamenti che avrebbero penalizzato le casse pubbliche. Secondo le prime ricostruzioni, i costi di alcune prestazioni sanitarie sarebbero stati gonfiati, raggiungendo i massimi tariffari previsti dalle assicurazioni private. Tuttavia, solo una parte di queste somme sarebbe stata effettivamente coperta, mentre il resto sarebbe ricaduto sulle finanze della Città della Salute. Inoltre, si ipotizzano irregolarità nei pagamenti destinati ai medici, dipendenti di strutture pubbliche come gli ospedali Molinette e Cto, che operano in regime di intramoenia presso la clinica Fornaca. In alcuni casi, le parcelle sarebbero state versate direttamente ai professionisti, bypassando i conti dell’azienda ospedaliera, che invece avrebbe dovuto gestirle. Questo sistema avrebbe permesso a cliniche e medici di mantenere i profitti, scaricando i costi sul sistema sanitario pubblico. In molti casi, i pagamenti sarebbero stati effettuati direttamente ai medici, senza tracciabilità e senza il versamento del 5% all’ospedale previsto dalla legge Balduzzi. È da queste mancate trattenute che è partita l'indagine madre, già sfociata in un processo a carico di sedici dirigenti sanitari. Da lì, sono emersi via via gli altri filoni.
Finanzieri al lavoro
Le indagini, che vedono al momento l’ipotesi di reati come peculato e false attestazioni, hanno portato nelle scorse settimane la Guardia di Finanza a effettuare acquisizioni di documenti presso la sede della clinica Fornaca, una delle realtà più prestigiose della sanità privata torinese. Sebbene non risultino ancora indagati, l’attenzione degli inquirenti è alta, e il riserbo in procura rimane assoluto. Parallelamente, il filone principale dell’inchiesta sul deficit della Città della Salute è già approdato davanti al giudice per l’udienza preliminare, segno che il caso continua a evolversi su più fronti.
Convenzioni a rischio e proroghe temporanee
In questo contesto, si inserisce la delicata trattativa tra il commissario straordinario della Città della Salute, Thomas Schael, e il gruppo Humanitas per il rinnovo degli accordi che regolano le prestazioni in convenzione presso le strutture private. L’attuale contratto, in scadenza a fine luglio, difficilmente verrà rinnovato entro agosto. Tuttavia, per garantire la continuità assistenziale, è stata disposta una proroga fino al 15 settembre, che tutela i pazienti già prenotati. La direzione della Città della Salute ha confermato in una nota ufficiale che “nulla cambia” per chi si rivolge alla clinica Fornaca o ai professionisti dell’azienda ospedaliera in regime di intramoenia allargata. Una delibera formale in tal senso è attesa a breve, mentre l’azienda esprime “piena fiducia” nelle indagini della procura, nei propri professionisti e nella gestione della clinica Fornaca.
Un sistema sotto la lente
Le indagini sulla collaborazione con le cliniche private non sono che uno dei numerosi fascicoli aperti in procura sui conti della sanità pubblica torinese. Fonti vicine agli inquirenti parlano di almeno una decina di procedimenti in corso, molti dei quali originati dalle dichiarazioni rese ai pm dai manager della Città della Salute, alcuni dei quali ora rischiano di finire a processo. A complicare il quadro, il commissario Schael ha deciso di sospendere l’approvazione del bilancio consuntivo 2024, optando per un’analisi approfondita del documento affidando un incarico piuttosto oneroso ad advisor esterni. Questa scelta si sarebbe resa necessaria alla luce delle anomalie amministrative emerse nei bilanci precedenti, già sotto la lente della magistratura. Mentre le indagini proseguono, la Città della Salute si trova a navigare tra la necessità di garantire i servizi ai pazienti e la pressione di un sistema sotto esame, con il rischio che i nodi finanziari e amministrativi possano avere ripercussioni a lungo termine.



