FINANZA & POTERI

In Crt vince Robaldo e perde Gariglio. Poggi "ostaggio" della politica

L'ex sindaco di Mondovì Adriano, indicato dal suo successore e presidente della provincia di Cuneo, la spunta (per un solo voto) sulla sfidante Peano, fedelissima dell'ex segretario regionale del Pd, per un posto del Ci. Non un bel segnale per la giurista ciellina

Dopo lo scossone della scorsa settimana, Luca Robaldo può tirare un sospiro di sollievo. Il candidato indicato dal presidente della Provincia di Cuneo per il consiglio d’indirizzo della Fondazione Crt, l’ex sindaco di Mondovì Paolo Adriano, l’ha spuntata sulla rivale Maria Peano, ex vicepresidente dell’assemblea regionale del Pd e vicina all’ex segretario dem piemontese Davide Gariglio. Proprio quest’ultimo, oggi a capo dell’autorità portuale di Livorno e che aveva voluto già la Peano nella sua segreteria come responsabile sanità, stando ai rumors avrebbe spinto fortemente per la sua nomina in Fondazione, con un’opera di moral suasion sui consiglieri.

La votazione

Dopo che la scorsa settimana nessuno dei tre candidati inseriti nella terna della Provincia di Cuneo (che oltre a Robaldo e Peano vedeva Maria Grazia Boffa, ex collaboratrice dell’assessore regionale Paolo Bongioanni) aveva raggiunto il quorum, è stata indetta una nuova votazione, che si è tenuta oggi pomeriggio. Nonostante l’endorsement di Robaldo per Adriano, era Peano a partire avvantaggiata, avendo preso un voto in più del suo rivale nell’ultima votazione. Questa volta la situazione si è ribaltata e a spuntarla è stata l’ex sindaco di Mondovì, sempre per un voto di differenza: 10 preferenze Adriano, 9 Peano. Quanto basta per togliere le castagne dal fuoco al presidente della provincia, nonché sindaco di Mondovì, che in caso contrario rischiava di ritrovarsi con un rivale interno nell’agone cittadino e che ora invece se ne starà tranquillo a Palazzo Perrone dove sostituirà l'albese Roberta Ceretto, passata dal consiglio d'indirizzo al Cda.  

Consiglio spaccato

Chi invece non può dirsi soddisfatta è la presidente della Fondazione, la giurista ciellina Anna Maria Poggi, che si ritrova con un consiglio d’indirizzo spaccato e in preda ai malumori. Più di qualcuno infatti denuncia una sudditanza nei confronti del centrodestra, che in via XX settembre avrebbe trovato una sponda sicura nella segretaria generale, la crosettiana Patrizia Polliotto. Poggi vuole fare della concordia istituzionale la cifra stilistica della sua presidenza, e per questo si era adoperata per garantire il massimo appoggio ad Adriano, auspicando di ottenere una maggioranza netta, con 16-17 voti su 21, a suggellare il patto con le istituzioni, in questo caso la Provincia di Cuneo. Al contrario, il messaggio è stato l’opposto, e suona quasi come un avviso: la Fondazione non può essere succube delle scelte della politica. Per questo Poggi farebbe bene a guardarsi le spalle: i nostalgici della gestione di Fabrizio Palenzona sono in agguato: si sapeva fin da subito, e la votazione di oggi non fa che ribadirlo.

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