Schael: condotta antisindacale.
Il giudice dà ragione ai medici
Stefano Rizzi 20:00 Lunedì 04 Agosto 2025
Accolto il ricorso del sindacato dei camici bianchi Cimo. Il vertice della Città della Salute avrebbe violato le regole sull'overboking per le prenotazioni, la reinternalizzazione dell'intramoenia e in altre circostanze. La sigla esulta "vittoria storica" - SENTENZA
Comportamento antisindacale. È quello che il tribunale del lavoro di Torino ha riconosciuto da parte della Città della Salute accogliendo il ricorso presentato dal sindaco dei medici Cimo-Fesmed nei confronti del commissario Thomas Schael per una serie di decisioni e atteggiamenti assunti dal vertice dell’azienda di corso Bramante.
In una nota il sindacato definisce il provvedimento giunto con decreto del giudice immediatamente esecutivo come “un’importante vittoria per il sindacato”. Quindi elenca i punti dell’atto emesso dal giudice. Ovvero che “è antisindacale l’overbooking ambulatoriale disposto unilateralmente dall’azienda, con ordine i immediato ripristino delle regole ordinarie di prenotazione”, inoltre che è altresì antisindacale “l’omesa predisposizione del piano annuale di pronta disponibilità che dovrà essere immediatamente predisposto nel rispetto delle norme contrattuali”.
Eguale giudizio per “la sospensione dell’intramoenia ampliata senza previa informazione alle organizzazioni sindacali e senza attivazione della contrattazione”, così come per “il mancato invio di dati e documenti fondamentali come i piani di lavoro, le ferie residue, i volumi di attività,le prestazioni non catalogate e i fondi legati alle prestazioni aggiuntive”. Antisindacale nella decisione di primo grado è definita anche “la consegna tardiva dei fondi contrattuali durante l’incontro del 10 giugno 2025 in violazione del contratto collettivo nazionale di lavoro”. Il giudice ha inoltre condannato l’azienda al pagamento delle spese legali per circa 6.600 euro.


